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Nasce a Foggia il Nucleo Investigativo antiracket

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Ad annunciarlo il Questore Piernicola Silvis. Tano Grasso:" Sviluppiamo la cultura del consumo critico".

 

 A Foggia l’aria è cambiata e la criminalità organizzata lo percepisce, l’intensificarsi degli attentati dinamitardi non è che un segnale. L’atto intimidatorio è il sintomo di una difficoltà che l’organizzazione mafiosa foggiana avverte. Questa la lettura di Tano Grasso presente quest’oggi accanto al Questore Silvis alla presentazione del nuovo organo di contrasto al racket delle estorsioni: il Nucleo Investigativo Antiracket. Il NIA avrà una duplice funzione, da un lato sarà operativo sul fronte delle indagini, dall’altra starà accanto alle vittime di estorsione dalla denuncia al processo. Intanto arrivano i primi risultati delle azioni messe in campo per contrastare la criminalità organizzata, a parlare sono i dati: le denunce degli episodi estorsivi sono passate dalle 45 del 2013 alle 59 del 2014. Il segnale è importante e fa ben sperare, ma, ha sottolineato Tano Grasso, c’è ancora tanto lavoro da fare sul fronte degli imprenditori: "Bisogna convincerli a denunciare". Intanto, ha annunciato, è stato aperto un dialogo importante e foriero di sviluppi con l’ANCE e con i costruttori. Ma la lotta a favore della legalità si combatte anche facendo leva sulle giovani generazioni, per ribadire questo concetto Tano Grasso e il Questore Silvis insieme al Prefetto Tirone hanno preso parte al seminario dedicato al tema del consumo critico organizzato dagli istituti Notarangelo – Rosati e Giannone – Masi. L’obiettivo è quello di diffondere la cultura della legalità anche nella scelta degli esercizi commerciali a cui rivolgersi: "la preferenza, ha sottolineato Grasso, va accordata ai commercianti che non pagano il pizzo e scelgono di denunciare". All’incontro hanno preso parte anche le associazioni che operano a favore della legalità: la fondazione antiusura "Buon Samaritano", "Libera", l’associazione antiracket Foggia "Giovanni Panunzio" e i giovani delle Acli.

«Abbiamo costituito il NIA – Nucleo Investigativo antiracket ha detto il questore Silvis –  che ha una doppia funzionalità: è un organo preposto alle indagini ma al contempo gli operatori di polizia, tutti esperti professionisti del settore che lo compongono, hanno l’obbligo della tutela ex post della vittima che ha trovato il coraggio di denunciare. Sappiano bene che nel fenomeno estorsivo il momento cruciale è proprio quello in cui l’estorto teme di essere solo per questo nessuno verrà lasciato solo». Chi pensa di dare una mano nella lotta contro il racket – ha invece sottolineato Tano Grasso – deve parlare agli imprenditori non deve parlare più alle istituzioni, che in questo territorio ci sono e sono molto presenti. Abbiamo – ha detto Grasso –  un ottimo Prefetto, un ottimo Questore e un ottimo Comandante dei Carabinieri. Le istituzioni esprimono il massimo dell’impegno ma nessuna istituzione può contrastare il racket se la vittima del fenomeno non denuncia». Istituiti: una utenza telefonica – 0881/668780 ed indirizzo di posta elettronica – nia.questurafg@gmail.com entrambi gestiti unicamente da operatori specializzati ed altamente riservati.

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