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Peschici – L’EX SINDACO MIMMO VECERA REPLICA ALLA “GAZZETTA” ED ALL'”ATTACCO”

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Riceviamo e pubblichiamo Caro Direttore,
leggendo la Gazzetta del Mezzogiorno del 5 marzo scorso sono rimasto colpito dal titolo dell’articolo  “l’ex Sindaco sarà processato per …”, sembrava essere l’ennesimo rinvio a giudizio ricevuto durante il periodo in cui ho svolto le funzioni di Sindaco nel Comune di Pescihci. In realtà era solo uno degli undici procedimenti penali intentati nei miei confronti. Sembra uno scherzo ma è proprio  così, mi sono difeso e mi difenderò in 11 procedimenti penali a vario titolo. Per me è molto strano considerato che la massima “sanzione” ricevuta prima che diventassi Sindaco sono state alcune bacchettate (per la verità poche) ricevute dalla mia maestra dell’Elementari.
Leggere, anche nell’articolo citato, di associazione a delinquere, spartizione di appalti, corruzione e truffa ai danni del Comune per chi, come lo scrivente, ha svolto la “missione” del Sindaco con onestà, nell’interesse della gente specialmente quella in difficoltà e combattendo le irregolarità e le ingiustizie come quelle che riguardano la vendita degli immobili richiamata nell’artico citato di F. Trotta, fa male.
Io credo molto nella giustizia ed attendo con serenità il giusto verdetto, come è già avvenuto in cinque degli undici procedimenti in atto nei miei confronti; infatti, cinque di questi sono giunti a conclusione e tutti con piena assoluzione.
Non vorrei entrare nel merito della vicenda relativa alla vendita dei beni comunali, occorre, tuttavia, evidenziare che detta operazione ha portato nelle casse comunali oltre € 900.000,00 per immobili di cui il Comune non ha mai avuto il possesso e che non ha mai incassato un centesimo per decenni ed ancora abusivamente occupati. Voi tutti dovete sapere che il Comune non solo non ha incassato nulla, ma ha speso altresì centinaia di milioni per spese legali a difesa dei propri diritti in merito alla proprietà dei beni stessi. Mai nessuno si è preoccupato di questo problema e mai nessuno si è prodigato a far pagare il giusto prezzo per l’utilizzo dei beni comunali. Sono certo che dal processo emergerà tutta la verità relativa a questa vendita e, soprattutto, le responsabilità di quei soggetti che non hanno fatto e continuano a non fare il proprio dovere.
Il processo che mi riguarda, nonostante le due richieste di archiviazione presentate dal PM, chiarirà spero presto, che non vi sono mie responsabilità  nè quelle dell’arch. Delli Muti (responsabile del Settore tecnico del Comune all’epoca dei fatti) con me indagato.
Attendo come sempre con serenità questo momento.
Dott. Domenico Vecera

Caro Direttore,
qualche giorno fa ho letto, sul quotidiano l’Attacco a firma di G.F. Ciccomascolo, un articolo ripreso anche da ondaradio, circa la presunta sparizione di € 350.000,00 stanziati dal Ministero per Calena.
La cosa sarebbe passata inosservata se non ci fosse stato un passaggio dell’articolo in cui l’attuale Sindaco di Peschici (Francesco Tavaglione), virgolettato, finge come suo solito fare di non sapere che fine abbiano fatto i soldi di Calena, alludendo a qualche responsabilità per lo scrivente. Mi verrebbe da ridere se fosse una battuta.
A questo punto è d’obbligo fare chiarezza su questi soldi, ricordando che il finanziamento si è concretizzato tra il 2004 ed il 2005 epoca in cui Tavaglione era Sindaco. Lo scrivente, per la cronaca, è subentrato ad aprile 2008 e la consistenza della cassa comunale in quella data è facilmente ricostruibile.
A questo punto ci dovremmo chiedere (e dovremmo chiedere all’attuale Sindaco) dove sono finiti i 200 mila euro di Calena? Perché non sono stati spesi? Chi li ha presi? eri e non eri Sindaco di Peschici in quel periodo? A questo punto dovrei essere io a chiedere all’attuale Sindaco dove sono andati a finire i soldi di Calena incassati tra il 2004 ed il 2005 quando eri Sindaco?
Lasciatemi passare le provocazioni che lascio ad altri e restiamo sui fatti.
La risposta che avrebbe dovuto dare il Sindaco in carica Tavaglione (che probabilmente non era in grado di dare) provo a darla io in queste poche righe.
I soldi di Calena si trovano proprio lì dove li ha lasciati il Sindaco Tavaglione perché nessuno li ha mai utilizzati per un motivo molto semplice: “la proprietà dell’Abbazia di Calena non è comunale e, pertanto, com’è noto, non si possono spendere soldi pubblici per immobili privati. Quindi caro direttore, caro Sindaco e caro Ciccomascolo i soldi non lì ha presi nessuno e sono rimasti esattamente dove sono stati accreditati e che, purtroppo, il Ministero ne ha chiesto la restituzione.
Ed è proprio l’assenza di proprietà dell’Abbazia di Calena che ha impedito al Comune di Peschici di spendere i tre milioni di euro che – con fatica e perseveranza (anche grazie all’impegno delle varie associazioni che da sempre hanno a cuore le sorti dell’antica Abbazia) – siamo riusciti a farci assegnare dalla Regione Puglia tramite l’Assessore Barbanente per il recupero delle due Chiese il cui progetto sarebbe stato finanziato dall’Amministrazione provinciale di Foggia con la supervisione dei propri dirigenti Ing. Belgioioso e l’arch. Biscotti. Purtroppo la famiglia Martucci, con tutto rispetto, non è riuscita a comprendere l’importanza dell’opportunità offertale.
Volevo, infine, rassicurare il redattore dell’articolo che alla Corte dei Conti è stato comunicato  che i soldi in questione sono in cassa e non sono quindi spariti nel nulla. Questa comunicazione, non Le sembrerà vero, è stata fatta dall’attuale Amministrazione di cui Tavaglione è Sindaco.
Dott. Domenico Vecera


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