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Vieste/ Un anno fa ci lasciava don Franco. Una vita donata agli altri gratuitamente

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Per non dimenticare Mons. De Nittis, uomo di fede, attento collaboratore del Papa, solidale coi poveri

E’ trascorso un anno dalla morte del compianto Mons. De Nittis il 10 marzo 2014. Un giorno di inizio settimana, come tanti altri, che non lasciava presagire la fine imminente e tragica del nostro Nunzio Apostolico.

 

  
   La notizia si è diffusa veloce come il vento in quel fresco e luminoso lunedì di marzo.
   Tutti sono accorsi increduli in v. Pastore 4 dove era nato e vissuto per constatare l’accaduto.
   Sì alle prime ore dell’alba in preda ad un malore, inciampando nell’ultima rampa di scale, moriva  insanguinato e solo come Cristo don Franco,  così affettuosamente  chiamato  dalla gente, che lo aveva visto nascere e crescere fino al Sacerdozio  e poi all’Episcopato.
   Era infatti nato il 3 luglio 1933 in v. Pastore  e dopo gli studi a Manfredonia nel Seminario diocesano e quelli liceali  e teologici a Benevento era stato ordinato sacerdote nella Cattedrale di Vieste il 15 luglio 1956 da Mons. A.  Cesarano.
   Dopo appena un anno come Vicerettore al Collegio S. Cuore veniva inviato a Roma per gli studi giuridici nell’Accademia Ecclesiastica dove aveva compagno di scuola il Rev.do  A. Sodano poi Segretario di Stato.
    Inizia dopo gli studi  a P.zza  della Minerva  nel 1961 il giro del mondo nel servizio diplomatico della Santa Sede a partire dal Vietnam del Sud e passando per i cinque continenti (Columbia – Libano – Onu – Laos….)
   Mons. A. Casaroli, Segretario di Stato,  il 2 maggio 1981 l’ordinava Vescovo nella nostra Cattedrale di Vieste tra una fiumana di gente esultante e sotto lo sguardo commosso di mamma Giuseppina e parenti tutti.
   Promosso Nunzio in Papua Nuova Guinea e Isole Salomone ospiterà per tre giorni il Santo Giovanni Paolo II, Papa.
   Successivamente è stato Nunzio Apostolico e Rappresentante pontificio in El Salvador dal 24 gennaio 1985 al 25 giugno 1990; ancora, Nunzio Apostolico e Rappresentante pontificio in Honduras dal 10 aprile 1986 al 25 giugno 1990, ed infine, Nunzio Apostolico e Rappresentante pontificio in Uruguay dal 25 giugno 1990 all’11 novembre 1999.
     Nella Nazione Sudamericana, poi, una volta lasciato il Servizio diplomatico  ritornerà per il periodo invernale, lì caldo.  Mons. De Nittis era innamorato del sole e scherzando si definiva “l’uomo di una sola stagione: l’estate”.
         Nell’ultimo anno, rimane definitivamente tra noi dove è stato  battezzato, cresciuto  ordinato  sacerdote e Vescovo.  
   Egli resta nella considerazione del popolo  una figura profondamente umana e semplice.
  Il suo tratto umile e affabile lo rendeva vicino  a tutti privilegiando i poveri.
   Tante volte comprava dai mercatini rionali  alimenti vari  perché dispiaciuto dei venditori che lamentavano la crisi e quasi sempre li donava a persone indigenti.
   Interloquiva in dialetto, lui, che  conosceva bene 4 lingue, per non mettere a disagio nessuno.
   Cultore di Spiritualità biblica, famose le citazioni dei brani evangelici, durante l’Omelia;  ha dettato corsi biblici a Prelati nelle varie Nazioni e tanto spesso al Centro di Spiritualità S. Salvatore.
   Tutto la sua vita e la sua predicazione era incentrata sulla persona di Gesù Crocifisso e Risorto.
   In obbedienza totale ha accettato ogni cambiamento di Nunziatura facendosi ammirare per il suo taglio pastorale, e come ha detto nell’Omelia funebre l’Arcivescovo Castoro: “… Sì, egli è stato un diplomatico al servizio della Santa Sede, ha avuto a che fare con politici, con governi, ha dovuto svolgere incarichi diplomatici e politici e tuttavia in questo ministero egli ha voluto essere anzitutto un sacerdote. Egli non ha voluto essere un politico, un diplomatico nel senso del mondo ma ha concepito il suo servizio come agire sacerdotale”.
   Altro tratto della sua Spiritualità è  stata la povertà effettiva.  Viveva nella casa paterna con  essenzialità, “ un solo piatto” diceva e facendo lui stesso la spesa comprava il necessario.
   Raccoglieva, ne sono testimone, le briciole dalla tavola per non buttare nulla!
   L’incontro con Madre Teresa di Calcutta nelle Favelas lo aveva profondamente segnato!
   I risparmi di 40 anni di lavoro all’Estero come rappresentante del Santo Padre lo ha devoluto per la costruzione e il buon andamento del Centro.
   Opera importante a servizio della formazione  dei ragazzi giovani famiglie e di quanti desiderano riflettere e pregare.
   Il suo testamento è il riflesso di una vita intesa come gratitudine  e carità, infatti diceva “dalla Chiesa ho ricevuto  alla Chiesa devo dare”.
     Grazie Monsignore De Nittis da tutti noi: Vescovo – sacerdoti –  Amministrazione – popolo e da questa Comunità che ha beneficiato della Tua presenza umile, affettuosa e generosa.
   “Beato chi abita la tua casa Signore e da quella casa, dal Cielo, dove sei benedici tutti noi!

don Gioacchino Strizzi
Parroco e Vic. Episc. Terr


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