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Vieste – IN RICORDO DI MONS. DE NITTIS: INTITOLATA UNA STRADA E REALIZZATO UN BUSTO CALCAREO

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Oggi 11 Marzo, alle ore 17,30 , si è commemorato il primo anniversario della morte del Monsignor Francesco De Nittis. per l’occasione, in suo onore è stata posta in opera una lapide toponomastica a lui dedicata, proprio nella strada che gli ha dato i natali: già via G. Pastore.

 

Prima di essere collocata definitivamente al Centro di Spiritualità e Preghiera SS. Salvatore, si può ammirare in Cattedrale un busto calcareo raffigurante Monsignor Francesco De Nittis, troneggiante su di un cippo squadrato. L’opera voluta e commissionata dal Vicario Episcopale don Gioacchino Strizzi, è stata affidata alla maestria di Carlo Gentile e suo figlio Raffaele, scultori all’altezza della richiesta celebrativa.

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Scolpito in un blocco biancastro, la rappresentazione del nostro Vescovo  ha dato l’opportunità di riconfermare l’abilità e la perizia dei nostri artisti.
Si sa che l’esecuzione di un ritratto, soprattutto in campo scultoreo, presenta problematiche alquanto ostiche. Nel caso specifico mi limito solo a quelle di natura più superficiale e di facile impatto estetico. Innanzitutto la fisionomia del monsignore è stata ricomposta e modellata tramite una selezionata documentazione fotografica, ricca ma disomogenea.  E poi, l’esclusione forzata di un elemento distintivo come gli occhiali,  ha privato alla riuscitissima scultura la completa e immediata somiglianza con il modello. Nella nostra memoria monsignor De Nittis porterà sempre i suoi occhiali.
Nella pratica della ritrattistica ogni elemento, ogni vincolo, anche il più banale, può essere decisivo e determinante. Ma l’arte si costruisce e si vivifica nei propri limiti; all’artista spetta di risolverli con vera tenacia ed appagante difficoltà.

Lithos è dal 1996 che si propone come officina e galleria di opere in pietra: coraggioso laboratorio di scultura in costante sperimentazione. Carlo Gentile e suo figlio Raffaele possono, a buon diritto, definirsi una sorpresa culturale e inaspettata in loco, per qualità e dedizione “calcarea”. L’indole viestana, rispetto ad altre espressioni artistiche,  ha sempre mostrato una latente propensione verso l’arte della pietra, tradizione artigianale di antica memoria garganica.
Come spesso  accade, ogni avvicendamento alla creatività porta con sé un bagaglio colmo di  luci ed ombre: non è il caso dei nostri “artigiani” di via Cesare Battisti, sempre attenti e umili a cospetto della faticosa manualità lapidea. Da sempre contraddistinti da una figurazione geometrizzante – beneficiamo tutti  del loro entusiasmo per la cultura dauna – Carlo e Raffaele, da qualche tempo ci danno occasione di sorprenderci anche per spiccate ed inattese doti da ritrattisti.
Nel 2011 il centro Turati commissiona al loro laboratorio Lithos un busto del fondatore Antonio Cariglia; un ottimo risultato con anatomie stilizzate.  
Nel 2012 è la volta del presidente provinciale Michele Protano. Qui già si definiscono più chiaramente le tendenze verso un realismo più incisivo, con gesto  sempre più sciolto e sicuro. E ora, con l’effige del nostro Vescovo Nunzio Apostolico, Carlo e Raffaele ci confermano il loro evolversi con un modellato più delicato e un risultato umanamente più espressivo.

 


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