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Monsignor Marco Frisina: La musica sublime avvicina a Dio

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“Animazione liturgica e comunità cristiana”. Questo Il  tema principale che ha interessato il convegno liturgico diocesano  svoltosi  alla presenza dell’Arcivescovo Monsignor Michele Castoro e di molte corali della diocesi di Manfredonia-Vieste e San Giovanni Rotondo; L’incontro, che si è tenuto presso il regio Hotel Manfredi di Manfredonia, ha visto come relatore monsignor Marco Frisina, noto compositore di canti liturgici e di tante colonne sonore che accompagnano diversi  film a sfondo religioso.

In ogni secolo e cultura, ha esordito mons Frisina,  i cristiani hanno voluto cantare la loro fede, esprimendo la bellezza del Vangelo con melodie sublimi, capaci di toccare il cuore del credente e di innalzarlo fino a Dio..
Fra queste è molto noto il  canto del Mare, tratto dalla Bibbia  e che descrive il passaggio di Mosè attraverso il mar Rosso. Lo  possiamo definire uno dei primi esempi di musica sacra quale espressione  più pura di come la vita e la fede si fondano insieme per divenire canto, anzi una vera e propria liturgia cantata da un popolo al suo Dio Salvatore. Nella Bibbia, ha proseguito mons Frisina ci sono salmi di lode e di supplica, salmi penitenziali e salmi di ringraziamento, cioè  c’è tutto l’uomo che canta il suo rapporto con Dio. Per questo il canto, come compendio della liturgia, è importantissimo e tutti dovrebbero cantare, anche gli stonati, perché il canto avvicina l’uomo  all’uomo e insieme  vengono messi  in contatto diretto con Dio. Il vero stonato, ha detto Frisina, non esiste. Suscitando sorrisi e applausi, monsignor Frisina ha rivelato che lo stesso Papa Francesco è convinto  di non saper cantare.  Ma  prima o poi si renderà conto che ciò non è vero.  
A compendiare il canto liturgico e a renderlo perfetto, ha continuato Frisina, ci sono  persone e momenti particolari .Innanzitutto il canto è più espressivo quando è accompagnato dalla melodia musicale. Per questo è auspicabile la presenza di  organisti che conoscano bene la musica. Ad essi infatti è demandato il compito di coinvolgere tutti. Ma anche  i coristi hanno il loro ruolo importante. Ognuno ha un compito preciso e delicato, e tutti insieme sono  l’espressione dell’intera assemblea  con la quale si è parte integrante.
Il canto liturgico, ha  detto ancora Mons. Frisina , trova le origini dal canto gregoriano. Col tempo
si sentì l’esigenza di unire melodie diverse ovvero  di una “polifonia”. E quindi si ebbe il coro a tre voci e poi a quattro, cinque voci, fino a divenire  simbolo di una armonia inebriante.
Poi si scoprì che la voce umana e gli strumenti  musicali potevano essere utilizzati come veicolo di emozioni più profonde dell’uomo e della fede. La musica sacra, ha concluso monsignor Frisina, se eseguita alla perfezione potrà  sicuramente esprimere la bellezza di Dio portando il cuore dell’uomo alla ricerca della luce.
 

Bartolo Baldi


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