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Monte S.Angelo/ Il regolamento sui pascoli non va si ispira a Regio decreto del 1923

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Pure se migliorato rispetto a un anno fa. Così si finisce per penalizzare ulteriormente gli allevatori.

 

 Il regolamento ­regionale che si occupa dell’ «attività pascoliva sul territorio della Regione Puglia sottoposto a vincolo idrogeologico» è stato appena appro­vato a Bari (e pubblicato sul bollettino ufficiale) e Generoso Rignanese, membro del Pd di Monte Sant’Angelo e del consiglio provinciale, già trova qualcosa da ridire, come ha già fatto in passato. Lo scopo di Rignanese è rendere questo regolamento non invasivo per la zootecnia garganica, un settore già in crisi: l’obiettivo è quindi protegge­re gli allevatori. «Molti ricor­deranno la dura battaglia al "regolamento pascolivo" della Regione Puglia che met­teva in ginocchio la zootec­nia garganica dello scorso anno» ricorda Rìgnanese che ammette: «Sicuramente da allora qualche piccolo passo in avanti rispetto al precedente c’è stato, ma non basta. Non so quanti alibi avremo questa volta verso la Regione Puglia soprattutto perché c’è stato un tavolo tecnico "aperto" che è durato un anno e al quale hanno partecipato tutti gli enti e le as­sociazioni di categoria. Tuttavia, il regolamen­to continua ad essere restrittivo e penalizzante per gli allevatori di molte zone del Gargano». Rignanese fa un esempio per rendere l’idea: «si pensi solo al fatto che in alcuni posti, per accedere al pascolo nei terreni di proprietà privata, è possibile farlo solo dopo aver" ri­cevuto l’autorizzazione dalla Regione. Un solo esempio, ma si potrebbe discutere a lungo anche su altri articoli del regolamento. Mi chiedo quando i tecnici dei vari enti e le as­sociazioni di categoria hanno letto queste as­surdità come hanno reagito?». Poi l’esponente del Pd lamenta che «questo regolamento si ispira al regio decreto del 1923, stiamo par­lando di quasi un secolo fa, è assurdo pensare che in cento anni la situazione sia rimasta invariata sia sotto l’aspetto geomorfologico che del numero di bestiame. Possibile che al tavolo tecnico nessuno l’abbia fatto rilevare? Guarda caso i regolamenti arrivano sempre nei momenti meno opportu­ni e cioè nei periodi in cui i Comuni si apprestano a "fi­dare", condizione necessaria per le richieste di aiuti e di gasolio agricolo" Il tutto senza responsabilità alcuna da parte degli allevatori del Gargano. Se i Comuni doves­sero disciplinare l’attività pascoliva, come recita questo articolo, passerebbero mesi prima di con­cedere la fida e questo significherebbe pro­vocare dei ritardi insostenibili o addirittura la perdita di alcuni diritti». Il regolamento inoltre consente – per il per­sonale addetto alla custodia del bestiame – l’utilizzo di ragazzi di età non inferiore a 16 anni e comunque conformi alla normativa sul lavoro minorile. Ad ogni addetto – è stato inol­tre stabilito – non Possono essere affidati più di 50 (cinquanta) capi di bestiame grosso (equino e/o-bovino e/o asinino) o più di 250 capi di bestiame minuto.

Francesco Trotta


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