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Vieste/ Omicidio Nardella, arrestato il presunto complice di Stramacchia

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Amin Er Raouy, 21enne viestano di origini marocchine, per la Procura di Foggia, sarebbe lui il giovane che il pomeriggio dello scorso 11 novembre affianco’ Silvio Stramacchia nel tentativo di rapina ai danni di una rivendita di bibite in cui resto’ ucciso il titolare Mario Nardella.  Gli agenti del Commissariato di Manfredonia in collaborazione con gli uomini del commissariato di Jesolo, lo hanno arrestato nel comune veneto dove il giovane era fuggito. La misura cautelare, emessa dal GIP del Tribunale di Foggia, Rita Curci, su richiesta del Pubblico Ministero Paola Palumbo, giunge al termine di una complessa attività d’indagine partita dalle dichiarazioni dello stesso Stramacchia, dichiarazioni ritenute non veritiere in merito all’eventuale presenza di un complice. Il giovane ha sempre negato, eppure i colloqui intercettati da una microspia collocata nel carcere di Foggia raccontano un’altra storia e restituiscono dettagli sulla partecipazione del marocchino alla rapina: a fornire il coltello a Stramacchia e a custodire i suoi  indumenti e il suo cellulare sarebbe stato proprio lui. Tra gli elementi emersi ci sono anche particolari sulla rapina commessa dai due lo stesso pomeriggio dell’11 novembre, prima dell’omicidio di Nardella. In quella circostanza, Stramacchia avrebbe dichiarato: "Stasera devo fare male a qualcuno". A Jesolo Er Raouy era ospite di alcuni parenti, il 21enne si era allontanato da un mese, le intercettazioni telefoniche forniscono dettagli anche su questo. Per gli inquirenti il marocchino e’ un soggetto estremamente pericoloso, con un ruolo ben preciso negli ambienti della malavita locale e non escludono che la decisione di allontanarsi da Vieste possa essere in qualche modo scaturita a seguito dell’uccisione di Angelo Notarangelo, un dettaglio che, se confermato, potrebbe gettare luce su possibili nuove faide tra i clan del Gargano.


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