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Regione/ Riordino Rete Ospedaliera, potenziati i presidi di S. Marco in Lamis e Monte S. Angelo

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Il regolamento approvato dalla Giunta Regionale l’11 marzo scorso propone tra le principali novità i criteri per l’organizzazione dell’assistenza sanitaria territoriale partendo dalla riconversione dei presidi ospedalieri dismessi tra il 2010 e il 2013 per effetto del riordino della rete ospedaliera richiesto dal Piano di Rientro dal deficit sanitario 2010-2012 per la Puglia.

 

 I centri nevralgici dell’assistenza sanitaria territoriale diventano i nuovi 27 Presidi Territoriali di Assistenza, strutture nate dalla riconversione dei presidi ospedalieri dismessi e che consentono la concentrazione di molti servizi distrettuali, sia per la diagnostica specialistica che per le cure ambulatoriali, allo scopo di realizzare una copertura assistenziale nell’arco delle 12 e delle 24 ore. All’interno di un Presidio Territoriale di Assistenza (PTA) possono integrarsi in relazione al diverso format allestito:
1.    degenza territoriale (ospedale di comunità/centro risvegli/Assistenza residenziale R1/Hospice)
2.    attività medica di base (associazionismo MMG/PLS)
3.    assistenza specialistica ambulatoriale e diagnostica di base
4.    emergenza-urgenza (Punto di primo intervento territoriale/postazione 118)
5.    assistenza consultoriale e materno infantile
6.    attività di riabilitazione (centro di riabilitazione ambulatoriale/ADR)
7.    attività di prevenzione (vaccinazioni, medicina legale e fiscale)
8.    servizi a gestione ospedaliera (posti rene)
9.    accesso unico alle cure (CUP, accesso unico al sistema, gestione e presa in carico delle dimissioni protette, UVM)
10.    attività amministrativa distrettuale.
Si tratta, insomma, di strutture di riferimento distrettuale a cui i cittadini devono rivolgersi per chiedere e ottenere risposte alla gran parte delle domande di salute e di prestazioni sanitarie più ricorrenti, che troppo spesso hanno continuato a gravare impropriamente sulle strutture ospedaliere, compromettendone l’efficienza e l’efficacia rispetto alle cure più complesse. Un’altra significativa novità del regolamento appena approvato è che per l’assistenza sanitaria territoriale questo non costituisce l’anno zero, ma il punto di arrivo di un percorso iniziato almeno 5 anni fa e che consente oggi di prefigurare una determinata composizione di servizi e un certo format per ciascuno dei PTA individuati con il regolamento, sapendo che sono già stati realizzati ovvero sono in avanzato stato di attuazione gli interventi strutturali e di potenziamento tecnologico necessari per una piena funzionalità: infatti per quasi tutti i PTA individuati sono stati da tempo autorizzati importanti investimenti e le ASL referenti hanno attivato cantieri e procedure di gara per l’acquisizione delle tecnologie. Tutti gli investimenti attivati tra il 2009 e il 2014, dal monitoraggio della spesa che la Regione conduce, fanno registrare un avanzamento medio che supera il 60% della spesa certificata, con una previsione di chiusura entro il corrente anno di quasi tutti gli interventi, in particolare con le gare per l’acquisizione delle nuove tecnologie. Vale la pena di segnalare il contributo che ai PTA del Gargano ha dato il provvedimento della Giunta Regionale sulla cosiddetta “Emergenza Gargano”, che stanziando 6.230.000,00 euro di risorse regionali ha consentito di potenziare i presidi di San Marco in Lamis e di Monte Sant’Angelo, e di dotare tutti i centri del Gargano e i centri costieri del servizio di elisoccorso con le relative elisuperfici.


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