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Tribunale FG/ I Numeri – Nel Civile oltre 112mila le cause ancora pendenti

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Tante. Ma si accorciano i tempi per le sentenze scesi da 975 a 702 giorni.

 

 Nel settore civile – dato riferito al 30 giugno 2014, ultima rileva­zione disponibile – erano 112.677 i procedimenti pendenti, numero «esagerato» ma che va valutato comunque positivamente se si fa un raffronto con gli anni più recenti: basti pensare che erano ben 171.869 quelli pendenti sino al 30 giugno 2014, e 131.701 al giugno 2013. Il passo in avanti è quindi evidente, anche se chi si rivolge al giudice civile per avere giustizia deve aspettare in media 702 giorni per conoscere la sentenza, poco meno di due anni quindi: sono tanti, ma molti meno rispetto ai 975 giorni di durata media delle cause civili registrati nel 2013; e addi­rittura i 1608 giorni (quasi cinque anni) certificati nel giugno 2011. I nuovi procedimenti civili pervenuti nell’ultimo periodo preso in esame dalle. statistiche del mini­stero (primo luglio 2013/30 giugno 2014) sono stati 53.984, mentre quel­li definiti dai magistrati hanno superato quota 73mila: il che si­gnifica che nel settore civile nell’ultimo anno i magistrati han­no smaltito più processi dei nuovi arrivi. Nell’esaminare l’attività dei giu­dici del settore civile bisogna te­nere conto dei procedimenti di lavoro e previdenza: i primi pen­denti al 30 giugno 2014 erano 6211 (con 1305 nuovi arrivi e 1930 pro­cedimenti definiti); i secondi – previdenza e assistenza – ammonta­vano a quasi 67mila, con la buona notizia che i nuovi procedimenti erano stati soltanto 7976 – (e oltre 30mila i definiti). Nella sua relazione in occasione dell’inaugu­razione dell’anno giudiziario dello scorso 24 gennaio: il presidente della corte d’appello di Bari ha rimarcato come «in materia di previdenza i 2/3 dei procedimenti definiti e dei pendenti dell’intero distretto di corte d’appello li tro­viamo, nel Tribunale di Foggia». Dove pure la situazione è note­volmente migliorata in tema di procedimenti di previdenza e con­tro Inps rispetto agli anni passati, quando le cause contro l’istituto previdenziale per chiedere la ri­valutazione delle indennità riconosciute arrivavano a decine di migliaia.


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