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Pesca di frodo/ GdF sequestra a Manfredonia 1 t di novellame: 4 denunce

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Una tonnellata di novellame di sarde e alici, mezzo quintale di pesce congelato e frutti di mare ed oltre quattro quintali di altri prodotti alimentari sono stati sequestrati a Manfredonia perché non in regola con le norme in materia di pesca e di sicurezza igienico sanitaria. Quattro le persone denunciate all’Autorità Giudiziaria e irrogate sanzioni amministrative per 8mila euro. E’ questo il bilancio di una serie di controlli eseguiti nei giorni scorsi, nell’area portuale e sulla rete stradale sipontina, dai finanzieri della Sezione Operativa Navale di Manfredonia.
L’intervento più significativo è stato svolto nella prima settimana del mese, sulla statale in uscita da Manfredonia verso sud. I finanziari hanno perquisito un automezzo attrezzato con apposito vano refrigerante, ed hanno rinvenuto un enorme quantitativo di novellame di pesce, più comunemente conosciuto come ‘bianchetto’, pari a circa 7 quintali e mezzo, contenuto in 76 cassette, pronte per l’immissione nel mercato illegale dove avrebbero fruttato ricavi in nero per oltre 25mila euro. L’uomo, un trentenne di Manfredonia, sorpreso in flagranza di reato, è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria di Foggia.  Dal controllo sanitario, eseguito da personale dell’ASL, non è emersa la commestibilità   del pescato pertanto, su disposizione del magistrato di turno, il novellame è stato riversato in mare.
Stessa sorte, qualche giorno prima, toccata ad altri due quintali e mezzo di ‘bianchetto’, contenuti in diverse decine di cassette di polistirolo, occultate sotto teloni in plastica, in un’area della banchina sul molo di Levante nel porto Manfredonia, dove sono state scoperte e sequestrate dai finanzieri. Durante ulteriori controlli su strada, lo scorso fine settimana, altri tre soggetti, intenti a trasportare alimenti freschi e congelati, tra cui pesce e frutti di mare per oltre mezzo quintale e pane per circa quattro quintali, sono stati denunciati al Tribunale di Foggia, per violazioni alle normative sulla sicurezza igienico sanitaria, sostanzialmente legate alla non idoneità dei mezzi di trasporto utilizzati. Sono state, inoltre, irrogate anche sanzioni amministrative per circa 8mila euro.


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