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Cabina telefonica trasformata in biblioteca

La foto a corredo di questo articolo parla da sola. Ci sono posti dove la cultura ha un tale fascino, ingentilisce la convivenza civile, i rapporti e le sensibilità umane a tal punto che una vecchia cabina telefonica, piuttosto che finire rottamata, la si rende un’accattivante minilibreria a disposizione di tutti, intatta e incustodita h 24. Accade nel comune di Vittorio Veneto, dove passeggiando ci si può imbattere nell’ormai sorpassato abitacolo telefonico che da punto di conversazione che fu, ora è punto di riflessione grazie alle file di libri cosparse al suo interno a disposizione di tutti i cittadini.

Cabina telefonica trasformata in biblioteca

Pensate che livello di civiltà: s’inventano e realizzano che una cabina telefonica piuttosto che dismetterla, può trasformarsi in punto cultura cittadino, in una iniziativa culturale di pregio. Detto, fatto! in realtà come Vittorio Veneto. D’altronde il memo impresso dalla Signora Sonia Santin sul dorso della cabina vale più di cento trattati sul valore della cultura in una comunità per descrivere il senso di quella stupenda “trovata”. Vi è scritto:“la strada come luogo d’incontro, il libro come tramite per annodare relazioni” a sottolineare la bellissima intuizione che fu di un anziano, suo vicino di casa, che usava ogni giorno all’uscita di casa rilasciare sulla sua porta un quotidiano e un libro, con la certezza  che non c’era modo migliore per seminare umanità ed elevazione delle categorie dello spirito.

Fossimo a Vieste, quella cabina sarebbe già in cenere, vandalizzata e brutalizzata quand’anche vi si offrissero libri al suo interno. Stessa spiaggia, stesso mare recitava una canzone memorabile degli anni 60’. Stessa Italia, paesi lontanissimi. Distanti anni luce…

 

R.P.


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