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PD Peschici/ DIFFERENZIATA POCA CHIAREZZA: ORA URGE UNA SVOLTA

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Le statistiche garganiche vogliono il nostro comune al penultimo posto in termini di raccolta differenziata. Noi peschiciani differenziamo, infatti, una quantità esigua dei rifiuti prodotti (nemmeno il 6%) eppure ci sobbarchiamo le spese di un contratto d’oro stipulato tra il comune e la ditta responsabile. Come se non bastasse, lo scorso Dicembre la popolazione peschiciana ha ricevuto un bel regalo di Natale, l’ultima rata della tassa sui rifiuti, che con gran stupore di tutti è risultata quasi duplicata rispetto all’anno precedente! Il motivo di questo considerevole rincaro è da ricercare nel passaggio dalla vecchia TARSU, che prevedeva la copertura parziale dei costi del servizio di smaltimento, alla TARI, che invece ne prevede la copertura totale ( circa 2,5 MLN per il 2014). Pur se la differenza nei costi del contratto tra i due anni di riferimento si quantifica in poche centinaia di migliaia di euro (che su un contratto da oltre 2 Mln sono una piccola parte) le cartelle esattoriali arrivate nelle case dei cittadini sono risultate esagerate ed erronee nella stragrande maggioranza dei casi. Lo stesso Ufficio Tributi si è infatti preoccupato di ricalcolare quelle in cui erano presenti errori, ed in seguito il consiglio comunale ha deliberato un’ulteriore rateizzazione in tre scadenze. Alla luce di questa nuova organizzazione del sistema di pagamento, ciò che di certo non fa dormire sogni tranquilli alla popolazione è l’oneroso costo del servizio: circa 2,5 Mln di euro che ricadono tutti sul popolo e sulle attività commerciali. Il nuovo sistema ha previsto nel 2014 sconti per banche e istituti di credito, come d’altro canto aumenti per bar e ristoranti, ma come costo ci appare comunque esagerato. La nostra comunità, come da contratto, dovrebbe sborsare quasi 1,5 Mln di euro per il servizio di raccolta, ma i rifiuti effettivamente differenziati scarseggiano, in piú tra trasporto in discarica (0,75€/Km) e costi di smaltimento, dobbiamo aggiungere un altro milione alla cifra totale. Come conseguenza di questo increscioso dato sulla differenziata vi è lo scatto dell’"ecotassa", strumento regionale che vede come soggetti passivi i gestori di impianti di stoccaggio e d’incenerimento, e che fa passare il costo per tonnellata da 7€ a circa 26€. La ditta "Teknoservice", che opera nella nostra cittadina per lo svolgimento di tale servizio, è ormai in rotta totale con il comune. Essa aveva fatto richiesta di canoni arretrati per circa 2,2 Mln di euro, mentre il nostro sindaco, in un incontro tenuto in prefettura, pretendeva un risarcimento di 1,5 Mln per danni d’immagine. Una situazione di conflitto non proprio benefica per il paese. Al momento la questione non si è ancora sbloccata, mentre, nel frattempo, si cerca una nuova ditta. Nonostante questo, il costo fisso dovuto alla raccolta non dovrebbe diminuire sostanzialmente, infatti, solo gli stipendi e i contributi degli operai ammontano a 5-600 mila euro. Più che in un nuovo contratto meno oneroso, ció in cui dobbiamo sperare, è che il conferimento di differenziata in discarica riceva un impennata percentuale, così da tenere fermo il costo a 1,5 Mln, non andando in tal modo a provocare l’aggiunta di ecotasse e di ulteriori costi aggiuntivi dovuti al totale dissidio alle politiche ecosostenibili. Come esempio potremmo seguire Monte S. Angelo, paese pilota sul Gargano con più del 50% di rifiuti differenziati, o ancora più nobile sarebbe puntare all’ottimo risultato raggiunto da S. Giovanni Rotondo: da Maggio 2014 è iniziato, nel comune di S.Pio, il nuovo servizio di raccolta porta a porta, che nelle prime settimane, anche in questo caso, non dava i risultati sperati. Controlli mirati e sonore multe, hanno portato il paese più popoloso del promontorio a raggiungere il 30% circa di rifiuti differenziati. Detto questo, rivolgendo di nuovo lo sguardo in casa nostra, abbiamo appreso come lo scorso Febbraio la nostra amministrazione ha stanziato, grazie ai finanziamenti P.O. FESR 2007/2013, 250.000€ per la costruzione di un centro di smistamento della differenziata. Questo ci appare alquanto in contraddizione con i costi di cui si fa carico la popolazione, che al momento paga fior di quattrini per un sistema di raccolta “porta a porta”, che se fatto in maniera efficace, elimina sporcizia e migliora il decoro urbano, data l’assenza dei cassonetti nelle vie del paese. Ci chiediamo, dunque: non sarebbe meglio seguire l’esempio di S. Giovanni e migliorare, con appropriate politiche di controllo e sensibilizzazione, il servizio per cui paghiamo?

PD Peschici


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