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L’Ente Parco ancora senza direttivo tutto resta bloccato sull’ asse Roma-Bari

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«Andrò a Roma, al ministero dell’ambiente, per sollecitare una volta per tutte l’accele­razione dell’iter procedurale: ci sono problemi nella interlocuzione tra Regio­ne Puglia e ministero, ma non sulle de­signazioni, della comunità del parco, bensì su quelle ministeriali. Stop alla lunga fase dell’uomo solo al comando, bisogna ridare un ruolo fattivo all’intero territorio».

 Così Damiano Totaro, designato dalla comunità dell’area protetta ­quale delegato del Comune di Monte Sant’Angelo al consiglio direttivo dell’ente Parco, riaccende i riflettori su una imbarazzante vicenda, quella in cui versa il ritardato decreto di nomina di uno dei sei organi gestionali dell’ente di via Sant’Antonio Abate a Monte Sant’Angelo. Un ritardo inspiegabile. Al parco nazionale del Gargano oggi su sei organi previsti, ne sono operativi solo quattro (presidente, collegio revi­sore dei conti, comunità del Parco e «oiv», ossia organismo indipendente di valutazione). Mentre gli altri due, ovvero i più importanti dopo il presidente, vale a dire consiglio direttivo e giunta esecutiva sono ancora fermi al palo, in attesa di notizie da Roma. Situazione che riguarda non solo il Parco del Gargano, ma anche altri enti gestori delle aree protette del sud Italia. Sono infatti sette i parchi nazionali senza consiglio diret­tivo, altri 27 funzionano invece e piano regime. Tra le prime cinque aree pro­tette più estese d’Italia (pollino, Cilento, Gran Sasso, Stelvio Gargano) solo il Gar­gano attende ancora il varo dell’impor­tante organismo. Eppure la comunità del parco nel di­cembre 2013 aveva ottemperato ai suoi compiti. in tempo utile, designando Franco Tavaglione sindaco di Peschici, Nicola Pinto sindaco di Rodi Garganico, Damiano Totaro delegato del sindaco di Monte Sant’Angelo e Rocco Ruo in rap­presentanza del Comune di Carpino, quali propri rappresentanti all’interno del consiglio direttivo dell’Ente Parco. La pattuglia dei montanari – oltre a Damiano Totaro – si era poi arricchita anche della designazione dell’esponente locale del Ncd Pasquale Coccia. A completare il numero degli 8 componenti dell’organismo direzionale (oltre ai quattro designati dalla comunità del Parco) ci sono il designato delle associazioni ambientaliste, quello del ministero dell’ambien­te, del ministero per le politiche agricole ed il designato dell’istituto superiore per la ricerca ambientale (Ispra). II consiglio direttivo è un organo im­portante per la gestione di un Parco poi­ché determina l’indirizzo programma­tico dell’attività dell’ente, elegge al pro­prio interno un vice presidente e una giunta esecutiva formata da tre com­ponenti, delibera su tutte le questioni generali, si esprime sui bilanci, sui piani e sul regolamento. Si comprende quindi come il carico di un governo di un’area protetta tra le più antropizzate d’Europa non può essere scaricato su una sola persona (il presidente Pecorella già com­missario dell’ente). La presidenza va af­fiancata, aiutata, come ha auspicato del resto lo stesso Pecorella nel dicembre 2013, dopo la designazione dei quattro sindaci. Da allora però il vuoto. Nessuna risposta da Roma. Totaro nel settembre 2014 ha finanche scritto al presidente del consiglio dei ministri e al ministro dell’ambiente. Ma anche lui rimase sen­za risposta.

Francesco Trotta

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