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Carpino/ Un avvenimento d’altri tempi: tra totalitarismo e democrazia

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Riceviamo e pubblichiamo.

 

 L’episodio che qui viene descritto avvenne appunto “in altri tempi”, ma quei tempi e questi avvenimenti si può affermare che la cronaca, anche quella mai scritta, ne è piena ogni giorno nel mondo, anche nel contemporaneo, in quanto, dove vi è dittatura, tirannia, dispotismo e fanatico integralismo di qualunque colore o natura politica siano, cioè dove cade, viene meno o non vi sono mai stati democrazia, libertà e progresso, certi fatti diventano inevitabili e di routine. E non vi è dubbio che, spesso, non c’è bisogno della dittatura affinché questi fatti si verifichino, o meglio non necessariamente una qualsiasi forma di dittatura ricorra a torture, pestaggi, uccisioni, deportazioni, ma più “semplicemente” utilizza “metodi” di vessazioni, persecuzioni e discriminazioni diversi, di ogni sorta, quando c’è da contrastare e combattere persone e popoli amministrati, si fa per dire in questi casi, tra cui vi siano soggetti che pensano e agiscano diversamente dal punto di vista politico, religioso o perché sono di razza ed etnia diversa rispetto al regime regnante. La storia umana ormai ne è piena.
Siamo all’inizio del triste e famigerato ventennio fascista in Italia (l’episodio si riferisce al Sud dove è falso affermare che quella dittatura non la si è avvertita, né patita, anzi…) e in questo caso proprio a Carpino. Il partito fascista si stava “organizzando” e il suo dittatore cominciava a tessere la sua ragnatela nominando nel territorio italiano podestà, gerarchi e squadristi che avrebbero lavorato incondizionatamente al suo servizio e negli esclusivi suoi interessi di potere sotto tutti i punti di vista (cioè in pratica aveva anticipato in Italia la futura “Gestapo” che di lì a qualche anno sarebbe venuta a rafforzare e dare fiato a quel regime con quella scellerata fusione ed alleanza che poi vide l’Italia, suo malgrado, coinvolta e soccombere nella 2^ Guerra Mondiale). Quindi, chiunque cominciava ad opporsi a questo nuovo stato delle cose veniva subito perseguitato, sequestrato, imprigionato, pestato, ucciso. Giornali e sedi di partiti che si rifiutavano di riconoscere tale dittatura venivano chiusi, saccheggiati, bruciati e, in quel ventennio, si andava vestiti rigorosamente e fanaticamente “di nero”, anche i bambini cosiddetti “balilla” (con il loro moschetto Balilla a tracollo!).
A Carpino, in uno di questi efferati avvenimenti fu coinvolto il socialista e democratico Domenico Delle Fave, artigiano (che nell’immediato secondo dopoguerra ricoprì, per brevi periodi, anche le cariche di Sindaco, Assessore e Comandante della Polizia Municipale). In una buia notte autunnale in cui, tra l’altro, imperversava una tremenda bufera di pioggia e vento, improvvisamente, senza alcun motivo e spiegazioni, se non quelli politici per la difesa della libertà e della democrazia, la “gestapo” locale sequestrò forzatamente dalla sua abitazione di Via Garibaldi il Delle Fave e lo deportò nel sotterraneo del Palazzo Baronale, su cui ancora oggi campeggia l’impropria ed infausta dicitura “Casa del Fascio” fatta riscrivere dall’Amministrazione Comunale dopo il recente restauro!.. E lì Domenico Delle Fave, dopo avergli fatto bere un bicchierone di olio di ricino, fu picchiato a sangue dagli squadristi delle camice nere, a volto coperto, sicuramente mandati da qualcuno “alto locato” e in quella improvvisata e momentanea prigione vi rimase da solo e al freddo fino al tardo pomeriggio del giorno successivo. Un figlio di Delle Fave, Angelo, di circa 15 anni, che quella notte nel seguire, piangendo e disperandosi, il padre che lo stavano portando via ed al quale era particolarmente legato, a causa della pioggia battente di cui si era tutto inzuppato, si ammalò subito di polmonite e morì di lì a pochi giorni da questo episodio in cui il padre venne coinvolto, suo malgrado. Il Delle Fave al funerale del proprio figliolo aveva ancora sul suo viso e sul suo corpo i segni delle percosse dei fascisti. Un epilogo, dunque, terminato addirittura in tragedia!…Naturalmente, gli autori e colpevoli di tali crimini nei confronti della famiglia Delle Fave, ma poteva essere qualsiasi altra persona o famiglia (come ce ne sono state tantissime nella triste storia del nazi-fascismo) non furono mai scoperti, né perseguiti, né ci fu uno straccio di indagine in quanto non vi furono neppure denunzie…a chi denunziare? Agli stessi mandanti e carnefici?…Anzi, se tanti magari avevano visto o sapevano bisognava però tacere, cioè proprio come accade ai giorni nostri nella inquinata e inquieta nostra società civile infestata dalla criminalità organizzata come LE MAFIE, che ormai, le sue metastasi hanno infettato tutta l’Italia! Per non parlare del malcostume di certa politica coinvolta in tanti scandali di cui la cronaca ne è piena ogni giorno e che spesso è amica e complice di quelle mafie.
Sappiamo tutti, però, come quel regime finì, senza onori né gloria ovviamente, e dopo che aveva causato, insieme al nazismo, oltre 50 milioni di morti tra i vari Stati coinvolti (oltre la metà europei ed escludendo altri conflitti paralleli che si svolgevano negli stessi anni), di cui circa mezzo milione solo in Italia o tra gli italiani, ed un numero impressionante ed incalcolabile di feriti, mutilati, invalidi permanenti, deportati, esiliati, rifugiati e dispersi. In Italia, verso gli ultimi anni di questa Guerra, e precisamente nel 1943, a Camaldoli nasceva la Democrazia Cristiana, la formazione politica fondata da don Luigi Sturzo con il nome di Partito Popolare Italiano. Ma fu proprio dalla caduta del fascismo e fino ai giorni nostri che molti fascisti hanno ritenuto opportuno subito “riciclarsi” e rifugiarsi, dopo la nascita della Repubblica, non solo nella Democrazia Cristiana, ma in partiti o movimenti del cosiddetto “centrodestra”, per non restare fuori dall’allora “arco costituzionale”, mentre quelli per così dire più “coerenti” ed irriducibili, bontà loro, sono rimasti nei partiti che oggi amano definirsi solo “destra” e nelle organizzazioni e movimenti di estrema destra di cui, come quelli dell’estrema sinistra, bisogna molto diffidare e stare attenti. Basta vedere quanto sta accadendo in Europa, negli USA e in tante altre parti del mondo in ordine alla organizzazione e riorganizzazione di movimenti nazi-fascisti dell’estrema destra, xenofobi, violenti ed antidemocratici per antonomasia, oltre che pericolosi sotto tutti i punti di vista. Oggi in Italia, soprattutto, grazie alla democrazia ed alla libertà conquistate con sacrifici e morti ad opera di tanti democratici e partigiani (uomini e donne, laici e sacerdoti), vi sono persone che possono permettersi di fare e compiere qualsiasi azione e di parlare come più desiderino, così come ha fatto ultimamente una persona “liberamente pensante” di Carpino la quale, attraverso il Web, ha pronunciato, scritto e firmato, in modo spregiudicato e sprezzante, parole e frasi offensive ed inaudite contro l’ex Presidente della Repubblica Napolitano e nei confronti di quello attuale Mattarella. Forse non è stata la sola che lo ha fatto, nel presente e nel passato, ma tant’è…e, naturalmente, si può immaginare questa persona a quale “parte politica” (si fa per dire) è aggregata: in quel ventennio, sarebbe stata una di quelle che avrebbe potuto benissimo sequestrare, deportare e pestare quel malcapitato artigiano democratico di cui innanzi. Quindi, prima di ingiuriare, denigrare ed offendere il Presidente della Repubblica e non solo, mediti bene a quello che dice e ciò che fa e visto che lo può fare grazie alla democrazia e alla libertà: non ne abusi, né approfittarsene più di tanto, ma tali valori impari semmai ad apprezzarli e rispettarli ed esserne grato!….

Mimmo Delle Fave

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