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Manfredonia/ Litorale sud verso un turismo sostenibile

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 Una nuova vision della riviera sud, approvata all’unanimità dal Consiglio comunale, che riconosce i suoi valori nelle zone umide, nel Lago Salso, nella costa e negli habitat faunistici.

 

  Un altro provvedimento dell’Urbanistica riscuote grande interesse e un voto unanime (22 favorevoli su 22 votanti, nessun astenuto) nell’ultimo Consiglio comunale, svoltosi il 31 marzo scorso. Nell’ambito di formazione del PUG, l’Amministrazione dà un indirizzo diverso alla pianificazione della fascia costiera degli “Sciali”.
Il programma si inserisce nel processo di pianificazione, come aggiornamento del Documento Programmatico Preliminare (DPP) e di indirizzo per il redigendo PUG; rientra tra gli obiettivi strategici del Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR) di valorizzazione e riqualificazione dei paesaggi costieri della Puglia, “disegnando uno scenario strategico che assume i valori intrinseci del paesaggio quale risorsa del territorio, traducendoli – commenta il sindaco Angelo Riccardi – in obiettivi di trasformazione, per contrastarne le tendenze di degrado e costruire le precondizioni di forme di sviluppo locale socioeconomico auto-sostenibile”.
L’assessore alla Pianificazione urbanistica e Assetto del territorio, Matteo Clemente, propone una nuova vision della riviera sud di Manfredonia, che riconosce i suoi valori nel paesaggio delle zone umide, nell’area naturalistica del Lago Salso, nella costa bassa e sabbiosa, negli habitat faunistici. “L’identità del paesaggio – spiega Clemente – può essere il volano per innescare forme di turismo più complesse, un turismo di terza generazione attento ai luoghi, occasione di mantenimento dei caratteri territoriali”.
Il dossier allegato alla delibera riporta una schedatura di 34 edifici storici, denominati come Sciali col toponimo della famiglia proprietaria. “Un patrimonio insediativo sparso, oggi abbandonato, che potrebbe essere recuperato con mantenimento delle attività agricole – prosegue l’assessore – e con la possibilità di associare attività complementari (accoglienza turistica, museo aziendale, fattorie didattiche ecc.) per la creazione di strutture agrituristiche e di turismo-rurale diffuso”.
Il programma propone la riqualificazione delle lottizzazioni esistenti e un ripensamento delle previsioni insediative turistiche, sia in termini quantitativi, che qualitativi (il CR6 ha una potenzialità edificatoria di tipo urbano pari a 0,5 mc/mq), secondo criteri meno aggressivi e compatibili con le valenze paesaggistiche del territorio.
Si prevede la realizzazione di una pista ciclabile e di percorsi pubblici di accesso, che colleghino gli Sciali, i diversi centri di interesse da svilupparsi nella riviera. “Un percorso di mobilità lenta – termina Clemente – all’interno di un contesto paesaggisticamente rilevante, esteso lungo la costa, che può costituire un elemento attrattivo per un determinato target turistico”.
Dal punto di vista urbanistico è un atto di indirizzo, ancora aperto a raccogliere istanze dal basso, osservazioni e proposte, per costruire un’azione collettiva, anche al fine del reperimento di finanziamenti comunitari connessi al turismo o allo sviluppo rurale.


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