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Reporter della Tua Città/ TOH, A VIESTE I PREZZI RIMANGONO ALTI

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La maionese impazzita delle offertissime alla viestana spiegata nella speranza del "Se c’è qualcuno che tutela i consumatori batta un colpo!".

 

 Dicono che siamo in deflazione, vale a dire in quella fase economica, nella quale i prezzi dei beni al consumo diminuiscono o quantomeno non aumentano più, al contrario che in inflazione. Se la si studia sui libri è un fenomeno alla lunga preoccupante, ma nell’immediato, tra gli scaffali di un supermercato concede la consolazione che "almeno i prezzi non aumentano!".
Veniamo a noi. Vieste, nella più fedele tradizione dell’ "accit u Re e scapp à Vist" ("Let’s kill the king and run to Vieste!", così qualificano la solita "maionese impazzita" alla viestana gli economisti di grido della London School of Economics e il neoeletto trendydirettivo della locale Confcommercio), registra il fenomeno contrario: altro che deflazione, i prezzi aumentano, e come se aumentano! Roba da inflazione a gonfie vele; in barba a tutte le analisi, a tutte le tendenze, a tutte le previsioni, a tutti gli zero virgola che infestano giornali e televisioni nella speranza di tirarci su il morale dal medioevo dei consumi nel quale siamo piombati.
Medioevo o non Medioevo, sta di fatto che a Vieste certi prezzi sono alti e rimangono tali anche quando la nostra cassetta della posta è intasata da cataloghi con sconti da paese dei balocchi e di seguito spiegheremo il perchè.

Qualche raffronto rende l’idea:

caffè al bar                                        70-80 centesimi;      a Vieste 1 euro;

arance williams                                   20 centesimi al Kg    a Vieste 1 euro;

sacchetti patata da 2 kg e mezzo         1 euro                     a Vieste  4-5 euro                                           (sacchetto da 4-5 kg)

bidone ducotone da 25kg                    30 euro                    a Vieste 65 euro;

Di raffronti ce ne sarebbero da fare molti altri ancora, tuttavia si è resa l’idea di questa stranissima controtendenza, che va poi ad unirsi ad un’altra ancor più strana controtendenza che bussa alla cassetta della posta di casa nostra. Ci arriva sempre più di frequente il catalogo offerte di iper e supermercati con prezzi che, calcolatrice alla mano, ci convincono di un risparmio assicurato e che con pochi euro si può tornare a casa "carichi di buste". E invece? dateci un depliant e vi diremo che non è tutto vero. Parecchie delle offerte più accattivanti spariscono dallo scaffale o ben si mimetizzano nel prezzario indifferenziato degli altri prodotti. Ogni volta che si va a fare la spesa si dovrebbero aprire decine di contenziosi con le cassiere o il direttore del supermercato, sul perchè sul depliant i prodotti offerti sono bipacco offertissima e sullo scaffale campeggia il monopacco, così per dirne una. Per non parlare della scusa del "purtroppo sono già finiti".  E così qualcosa si risparmia, ma molto al di sotto delle aspettative.
Naturalmente poi ci si lamenta del perchè si esce fuori Vieste a comprare quasi tutto, e -ma guarda un po’- a lamentarsi sono proprio quelli che in fatto di spesa per le proprie tasche sono giunti alla stessa conclusione: meglio fuori che a Vieste!
Il 2015 sarà l’anno della ripresa, è il ritornello. Tutto vero, perchè da noi già si registra "la ripresa per i fondelli"!
Lettera Firmata


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