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Sequestro della dogana alla Marchesa di Vico per insolvenza debiti verso di essa nel 1682

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Era il 1/2/1682 quando da Bartolomeo Crisconio funzionario delegato della regia dogana presso l’Università di Vico perveniva una lettera del seguente tenore:

 

 Al Magnifico Sindaco ,eletti e consiliari e a chi spetta insieme il governo di questa terra di Vico dalla dogana è stato disposto il sequestro di tutte le entrate e quello che possiede l’Ill.mo Marchese di questa terra ,tanto quelle di esse che della terra di Varano ,per cui è necessario fare una distinta di tutto quello che possiede la Marchesa  a pena di mille ducati.
La risposta dell’Università di Vico non si fece attendere.
Nello stesso giorno il Sindaco di Vico ,GiacInto Nobiletti  unitamente agli eletti Giovanni Tanti Monaco,Gio Vincenzo Romano, Gio Ferro e Nicola Ronzullo  riportava l’elenco di tuuti i beni posseduti dal Marchese di Vico.
“ Detto Marchese possiede  tanti beni feudali quanto burgensatici : gli infrascritti corpi di aranci che fu di questo ,un giardino di aranci nel luogo detto “ del Muro”; un altro giardino di cetrangoli e limoncelle nel luogo detto “ Cannito” che fu di Massarante ; una vigna con uliveto “ All’Acqua di Chelci”; un’altra vigna di moscatello a “ Calenelle”; l’orto che sta “ alli trappeti”;la Mastrodattia, la Bagliva, di questa selvaggina, ducati ventitre e tari tre su questa Università, ducati dodici per la giudicatura del castello, e tarì quattro e altri ducati undici e tarì e altri quattro cessati da Massarante ; la metà del Lago di Varano e metà di difesa di detto luogo e il bosco del territorio di detta terra;cenzi di ducati che percepisce da diversi cittadini di Vico, somma che però non si sa a quanto ascende; il fundaco e la dogana che esige dal regio porto di San Menaio; il giardino di Valcaturo di cetrangoli il quale è del sacro Monte della Misericordia di Napoli e si tiene in affitto dal sig. Marchese; e i ducati 840 e grana dodici annui di fiscali sopra l’Università,sono della Sig:ra donna Faustina  Carafa marchesa di Vico ,moglie del sig.marchese.”
Gli anni passati compratori dalla regia corte come appare da una copia per un debito della sig.ra Faustina  assegnati al duca di Perdifumo  per un debito di 5330 mila  DUCATI  E GRANA  34 di capitali e interessi .
Il giorno dopo il tutto veniva notificato all’erario del marchese sig Domitio Protano.
Nel frattempo un cittadino di Vico ,tale Giuseppe della Malva  che aveva affittato dal  Marchese  il lago di Varano per mille ducati l’anno e che aveva già anticipato 800 veniva invitato da Domitio Protano a pagare i restanti duecento.

Giuseppe Laganella.
Fine 1° PARTE.


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