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Le sarte di Vico? Meglio di Valentino

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Il nuovo vestito nero della Madonna del Carmine ha suscitato ammirazione e stupore
La grande sartoria ci ha abituati ad ammirare autentici capolavori di abiti firmati e indossati da altre madonne. Il vestito di Vivien Leight nei panni della capricciosa Rossella O’Hara, uscito dalle mani di Walter Plunkett, nel celebre film Via col Vento.

Sophia Loren, vestita di rosso fuoco, il colore preferito da Valentino, fece il giro del mondo.
E l’abito, tutto italiano, di Elizabeth Taylor in Cleopatra che mandò quasi al fallimento la 2th Century Fox.
Dentro una finestra meteorologica sapientemente invocata dai riti, anche il Venerdì Santo 2015 ha potuto celebrare le sue processioni e le sue tappe dentro le dodici chiese di Vico del Gargano, con la corale partecipazione delle cinque confraternite, vanto e patrimonio gelosamente custodito, alimentato e difeso.
La Confraternita dei Carmelitani Scalzi aveva una ragione in più da celebrare: il ritorno in processione della Madonna vestita di nero, dopo una lunga assenza durata cinquant’anni.
Il rigoroso lavoro della sarta vichese Maria Delli Muti ha esaltato lo splendore della vergine Maria del Carmelo, con un vestito scianto di raso, ricamo, pizzo e macramè, arricchito da stoffa damascato, avvolta da un manto di taffetà e la testa coperta da tulle di velo e prezioso pizzo di valance.
Ci sono voluti circa un mese e mezzo di paziente lavoro, metri di preziosa stoffa, sagomare, cucire, scucire, modificare, provare, ma alla fine la nuova veste nera della Madonna nella Settimana Santa, uscita dalle mani della sarta Maria, è risultata un capolavoro di eleganza e raffinatezza, di alta sartoria da far invidia al blasonato Valentino, ammirata, filmata e fotografata per le vie di Vico del Gargano durante la processione del venerdì mattino.
Il nuovo abito, donato dal confratello Alessandro Angelicchio, è stato benedetto con una solenne messa cantata dalla Pax et Bonum la sera del 28 marzo. Celebrata dal parroco don Lazzaro Molinaro, padre spirituale della confraternita, nella chiesa del Carmine, affollata di devoti.
Michele Angelicchio


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