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Puglia/ La Guardia di Finanza presenta il bilancio del 2014

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 Solo per reati tributari, sequestrati beni per 9 milioni di €. Nel 2014 in Puglia sono numerose le persone che si sono finte povere per non pagare, ad esempio, il ticket sanitario (730 verbali emessi per dichiarazioni dei redditi sottodimensionate). E’ uno dei numerosi dati contenuti nel rapporto annuale delle operazioni svolte dalla Guardia di finanza per la prevenzione e la repressione dei reati fiscali. Sono stati presentati oggi dal generale di Divisione, Giuseppe Vicanolo, comandate regionale Puglia.

 

 Il bilancio 2014 dell’attività della Guardia di Finanza in provincia di Foggia

E’ tempo di bilanci per il Comando provinciale della Guardia di Finanza di Foggia, che tira le somme dell’attività predisposta e svolta nel corso dell’anno 2014 e dei risultati conseguiti a presidio della sicurezza economico-finanziaria nell’intera provincia. L’attività è stata orientata soprattutto al contrasto dei fenomeni evasivi più pericolosi ed è stata rivolta nei confronti di quei soggetti che presentano i più elevati profili di evasione, selezionati mediante l’analisi di rischio, l’attività di intelligence e l’azione di controllo economico del territorio.
Nel quadro del contrasto all’evasione rientra anche la lotta all’economia sommersa, con il duplice obiettivo di recuperare risorse sottratte ai bilanci pubblici e di arginare la diffusione dell’illegalità e dell’abusivismo nel sistema economico. Nel corso dell’anno, sono state portate a termine 95 indagini di polizia giudiziari ed eseguiti 794 controlli fiscali. Per i reati tributari scoperti, 206 soggetti sono stati denunciati, di cui uno tratto in arresto. Numerosi i sequestri patrimoniali per reati tributari eseguiti, per un valore di beni e valori pari a €. 9.185.683 (valori proposte di sequestro: €. 26.180.707). Stanati 91 evasori totali, mentre la percentuale di irregolarità emersa dai controlli strumentali effettuati su mancata emissione di scontrini e ricevute fiscali è pari al 44%.
Per quanto riguarda il “sommerso”, sono stati scoperti 316 lavoratori in nero, 184 lavoratori irregolari e 145 datori di lavoro che hanno utilizzato manodopera irregolare ed in nero. Un altro capitolo particolarmente attenzionato è quello della vigilanza sulla spesa pubblica. Il corretto utilizzo delle risorse pubbliche dello Stato o di origine comunitaria ha assunto un rilievo centrale con l’acuirsi della crisi economica. Alla Guardia di Finanza è affidato il delicato compito di assicurare un efficace dispositivo di controllo anti-frode dei flussi di spesa, del tutto speculare rispetto a quello previsto per la tutela delle entrate fiscali. Oggetto di attenzione tutte le più significative voci di spesa pubblica: dai contributi alle imprese di origine nazionale ed europea, ai finanziamenti del servizio sanitario nazionale, dalle risorse utilizzate per gli appalti pubblici a quelle relative al sistema previdenziale.
Il complesso di queste attività costituisce, tra l’altro, anche un importante strumento per la lotta alla corruzione. Sono stati 207 gli tnterventi eseguiti per stanare eventuali frodi nella richiesta/percezione delle risorse a carico del bilancio dell’Unione Europea. Scoperti 8.494.617 pratiche di contributi indebitamente percepiti o richiesti per complessivi € 12.022.694 di contributi controllati, 237 sono state denunciate. Per l’attività inerente gli appalti pubblici sono stati eseguiti 6 interventi, 42 le persone denunciate, € 1.734.893 il valore degli appalti controllati e € 1.461.061 le somme oggetto di assegnazione irregolare. Sul fronte della lotta alle frodi in materia di accise e di altre imposte indirette sulla produzione e sui consumi, l’attività del Corpo ha la duplice finalità di tutelare il gettito assicurato all’Erario e di preservare la correttezza del mercato.
A tal fine, i Reparti del Comando Provinciale hanno assicurato il controllo dei vari segmenti della filiera commerciale, soprattutto quelli con più significativi indici di rischio. In materia di accise sono stati sequestrati prodotti energetici (gasolio e benzina) per complessivi 85.003 Kg. Particolarmente importante, l’attività di “aggressione” agli interessi economico-patrimoniali della criminalità organizzata ed al riciclaggio. L’obiettivo di fondo è quello di colpire la delinquenza organizzata nel cuore dei propri interessi economici e patrimoniali, attraverso l’individuazione ed il conseguente sequestro di beni e ricchezze riconducibili a soggetti indagati o indiziati di reati di mafia ovvero responsabili di reiterati delitti di natura economica e finanziaria, nonché ai loro prestanome.
Su questo fronte, l’azione di sevizio ha perseguito lo scopo di ricercare e reprimere tutti i fenomeni illeciti (riciclaggio, usura, trasferimento fraudolento dei valori) in grado di inquinare i circuiti legali dell’economia e di alterare le condizioni di concorrenza. Per quanto attiene al contrasto della criminalità organizzata sono stati effettuati 100 accertamenti patrimoniali, controllati 104 soggetti ed effettuati sequestri per €. 3.411.250 e confische per €. 2.861.250. Per tutto il 2014, il comando provinciale Gdf è stato fortemente impegnato nel contrasto alla contraffazione e agli altri illeciti che danneggiano la proprietà intellettuale, in virtù delle specifiche competenze riconosciute per legge nel settore. Il dato più preoccupante, tra quelli emersi, riguarda i rifiuti industriali sequestrati, pari a 99.346 tonnellate.

 

 

 

 

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