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Mattinata/ Occultava reperti archeologici denunciato

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Lucerne e piatti in terracotta, anfore, statue, vasi e monili probabilmente provenienti da scavi clandestini: questo è quanto hanno scoperto gli uomini della Polizia di Manfredonia e il Corpo Forestale dello Stato a Mattinata, nell’abitazione di un noto commerciante locale. L’uomo è denunciato per ricettazione illecito impossessamento di beni appartenenti allo Stato, illecita detenzione di parti di armi da guerra, nonché per reati edilizi e ambientali. Gli agenti hanno rinvenuto numerosi reperti archeologici di varie epoche, perlopiù riconducibili al periodo della colonizzazione greca ed antiche baionette, di epoca napoleonica e borbonica. Il variegato numero di reperti, che includono ossi, lastre calcaree, lucerne di varia fattura, manufatti in bronzo e ferro (anelli, bracciali, orecchini, spilli), era occultato a casa del sedicente ‘amante dello stile greco’ che, come ipotizzato dagli investigatori, aveva portato alla luce tutti quei reperti, sepolti nel suo terreno ubicato in località Montelci. Lì il commerciante aveva realizzato diversi appartamenti mantenendo effettivamente uno stile greco (case bianche con colonne di stile greco ed imposte azzurre) e per collegarli al mare ha effettuato abusivamente una massiccia operazione di sbancamento di parte del costone. Quando evidentemente l’escavatrice, su un’altura non distante dal mare, ha fatto riaffiorare le lastre calcaree ed il resto, l’uomo, anziché denunciare la scoperta alla Soprintendenza dei Beni Archeologici, ha trattenuto per sé il bottino, sistemandolo con cura nel suo magazzino e nel suo appartamento.
A scoprire quelli che oramai erano divenuti oggetti d’arredamento, sono stati Agenti della Polizia di Stato di Manfredonia e del Nucleo investigativo del Corpo Forestale di Foggia, che hanno perquisito le case e le pertinenze del commerciante mattinatese. Tra le armi detenute legalmente, sono state rinvenute antiche baionette appartenenti ad armi da guerra, perlopiù risalenti all’ottocento.
I reperti archeologici, a causa delle dimensioni e della loro fragilità, sono stati trasportati con cautela presso il Commissariato di Manfredonia e per la loro catalogazione ci si è avvalsi di tre archeologi presenti temporaneamente a Manfredonia, due appartenenti all’Università Sapienza di Roma, uno all’Università di Trieste, nominati per l’occasione ausiliari di Polizia Giudiziaria. I reperti, saranno analizzati dal personale specializzato della Soprintendenza per i Beni Artistici e Culturali della Puglia, mentre le parti di armi sequestrate saranno custodite presso la Polizia di Manfredonia, il tutto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente.


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