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Sanità/ Farmacie, rimborsi sbagliati “restituiscono 10 milioni”

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La Regione scopre dopo 10 anni l’errore sul calcolo dei prezzi. Metà dei farmacisti: paghiamo. E gli altri si rivolgono al Tar.

 

 Molto probabilmente è colpa di un problema informatico. O forse di una interpretazione della legge che nessuno, fino a pochi anni fa, ha mai voluto verificare. Fatto sta che dal 2001 al 2011, secondo la Regione, le farmacie avrebbero ricevuto rimborsi per i farmaci superiori al dovuto. Il pro­blema è stato scoperto lo scorso anno, ed a dicembre le Asl hanno fatto partire le richieste di restituzione per tutte le 1.200 farmacie pugliesi: in totale circa 1 milione di euro l’anno, ma è stato possibile richiedere indietro solo i 9,8 milioni relativi al periodo 2005-2011. Il nodo della questione è molto tecnico. In due parole: i medicinali consegnati ai cittadini vengono rimborsati dalla ASL ai farmacisti applicando una trattenuta che è definita sconto. Ma su cosa si applica lo sconto? Una legge del 2010 dice che si applica sul prezzo di vendita al pubblico (che comprende il ticket) al netto dell’Iva. In Puglia, fino al 2011, lo sconto è stato invece applicato sul cosiddetto prezzo di riferimento Aifa, che è inferiore o uguale al prezzo al pubblico e non contiene il ticket: insomma la Regione ha potuto effettuare una trattenuta minore, dunque ha speso di più.


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