The news is by your side.

Vieste/ Processo ‘Pony express’, 6 condanne e 4 assoluzioni

7

Il processo riguarda la maxi operazione fatta a Vieste dei Carabinieri del Comando provinciale di Foggia, a seguito dell’attività investigativa sviluppata dai Carabinieri della Tenenza di Vieste, dello scorso 30 luglio.

 

 “Sei condanne e 4 assoluzioni”: così dalla sentenza di I grado del 27 aprile 2015 del Gip del Tribunale di Foggia, dr. Armando Dello Iacovo, relativamente al processo ‘Pony express’ riguardante altrettanti imputati giudicati con rito abbreviato poiché coinvolti nella maxi operazione dei Carabinieri del Comando provinciale di Foggia, dello scorso 30 luglio 2014, che aveva originato l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare – emessa dal GIP del Tribunale di Foggia su richiesta della locale Procura – nei confronti di 15 persone accusate di spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
In particolare, l’attività investigativa sviluppata dai Carabinieri della Tenenza di Vieste aveva consentito di “acquisire gravi indizi di colpevolezza nei confronti di 15 persone, tutte residenti nel Comune di Vieste, in ordine alla detenzione di ingenti quantitativi di cocaina, hashish e marijuana, per la successiva immissione sul mercato viestano”.
Le investigazioni dei Carabinieri avevano consentito di sequestrare numerose dosi di cocaina, hashish e marijuana e di documentare, mediante relativi riscontri oggettivi, presunti “75 episodi di spaccio delle predette sostanze stupefacenti, nonché di accertare, mediante captazioni telefonico – ambientali”, presunte “4.500 cessioni di droga, in un lasso di tempo di dodici mesi (feb. 2013 – mar. 2014)”, corrispondenti ad un “giro di affari” di euro 900.000 circa. Nel corso delle indagini, inoltre, 11 soggetti erano stati arrestati in flagranza di reato per spaccio e detenzione ai fini di spaccio di droga con il sequestro complessivo di “circa 200 grammi di hashish, 100 grammi di cocaina e 500 grammi di marijuana”.
Con sentenza di rito abbreviato del 27 aprile 2015, il Gip del Tribunale di Foggia A. Dello Iacovo ha condannato: Matteo Coppola, classe 1984 alla pena di 2 anni di reclusione e 4000 euro di multa, oltre al pagamento delle spese processuali e di custodia; Francesco Pio Coppola, classe 1989, alla pena di anni 1 di reclusione e 2000 euro di multa (pena sospesa a caducazione della misura cautelare) oltre che al pagamento delle spese processuali e di custodia; Giovannantonio Grima, classe 1983, alla pena di anni 1 di reclusione e 2000 euro di multa (pena sospesa, caducazione della misura cautelare), oltre che al pagamento delle spese processuali e di custodia; Giuseppe Notarangelo, classe 1992, alla pena di mesi 6 di reclusione e 2000 euro di multa (pena sospesa e scarcerazione per caducazione della misura cautelare) oltre che al pagamento delle spese processuali e di custodia; Francesco Lavella, classe 1988, alla pena di mesi 4 di reclusione e 1000 euro di multa (pena sospesa e caducazione della misura cautelare) oltre che al pagamento delle spese processuali; Manicone Giovanni classe 1982, alla pena di mesi 4 di reclusione e 1000 euro di multa (pena sospesa e caducazione della misura cautelare) oltre che al pagamento delle spese processuali.
Assolti dai reati rispettivamente ascritti agli stessi, “perché il fatto non sussiste”, Matteo Lauriola, classe 1991, e Pasquale Notarangelo, classe 1991, quest’ultimo considerato in sede di indagini un presunto ‘tassista’ di droga in favore di alcuni spacciatori. Matteo Lauriola e Pasquale Notarangelo, entrambi assolti, sono stati difesi dall’avvocato Michele Arena del foro di Foggia.
Il Gip dr.A.Dello Iacovo, con citata sentenza del 27 aprile 2015, ha anche assolto dai reati agli stessi ascritti Filomena Bramante, classe 1991, e Antonio Giovanni Lanzone, classe 1987, “per non aver commesso il fatto” (con caducazione della misura cautelare in corso di esecuzione nei confronti della Bramante).
Coppola Francesco Pio, Coppola Matteo, Grima Giovannantonio, Manicone Giovanni e Notarangelo Giuseppe sono stati assolti da altri reati inizialmente iscritti agli stessi, diversi da quelli che hanno originato la condanna, “poiché il fatto non sussiste”. Il Gip Dello Iacovo, con sentenza del 27 aprile 2015, ha ordinato la confisca e la distruzione dei beni eventualmente in sequestro.


error: Il contenuto di questo sito è protetto dal Copyright