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I 25 anni del Sinodo Diocesano

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Tra memoria e profezia” a 25 anni dal Sinodo diocesano indetto dall’arcivescovo del tempo Valentino Vailati. La celebrazione di un evento sulle orme delle riflessioni e valutazioni elaborate in quel consesso innovativo rispetto a quelli tenutisi in precedenza nella chiesa sipontina.

L’evento è parte del “Maggio di cultura cristiana” che si svolgerà dal 4 al 15 maggio prossimo. Una celebrazione nel nome dell’arcivescovo Valentino Vailati, ultimo arcivescovo metropolita di Manfredonia (1970-1990), al quale sarà dedicata la mostra fotografica che aprirà la serie di incontri il 4 maggio alle ore 18,30, presso l’auditorium a Vailati intitolato, cui seguirà la sintesi storica della tradizione sinodale della Chiesa sipontina-viestana dell’arcivescovo della diocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, mons. Michele Castoro, e del direttore dell’archivio e biblioteca della diocesi, Antonio Tomaiuoli. Si riprenderà l’otto maggio successivo (ore 19) con Biagio Grilli, vicario foraneo di Manfredonia, e Michele Illiceto, direttore dello’Ufficio pastorale della cultura della diocesi che entreranno nel merito del sinodo 1985. Si proseguirà l’undici maggio (ore19) con l’intervento di mons. Lorenzo Leuzzi, direttore dell’Ufficio pastorale delle cultura delle diocesi di Roma, che tratterà della “Dignità della persona umana nella società contemporanea, per concludere il 15 maggio (ore 19) con Vito Limone, ricercatore dell’Istituto Patristico Agustinianum di Roma che parlerà del Cantico dei Cantici di Origene.
Il Sinodo della diocesi di Manfredonia e Vieste ebbe inizio il 24 novembre 1985 nella Chiesa cattedrale di Manfredonia. I lavori si protrassero negli anni seguenti fino alla sessione conclusiva del 26 novembre 1989. Il decreto di promulgazione reca la data del 19 marzo 1990. Perché un sinodo diocesano? Intanto “la parola Sinodo significa – spiegava l’arcivescovo Vailati nella lettera di indizione del Sinodo – fare la strada insieme, un insieme di riflessioni, di decisioni, di confronti, di scelte pastorali per meglio rispondere alla chiamata di Dio”. Una sorta dunque di codice che detta norme e regole di comportamento dei sacerdoti e dei fedeli che va rinnovato con lo scorrere dei tempi. L’ultimo Sinodo diocesano fu celebrato nel 1922 dall’arcivescovo Pasquale Gagliardi secondo le norme del Codice di diritto canonico del 1917. Nel frattempo Papa Giovanni XXIII, ad un secolo dal Vaticano I (chiuso formalmente dallo stesso Giovanni XXIII), proclamò il Concilio ecumenico Vaticano II (1962-1965) che aggiornò profondamente la Chiesa cattolica come valore universale. Tra le conseguenze anche l’aggiornamento, 1983, del Codice di diritto canonico.
“La variazione più importante e significativa – annotava Vailati – tra la passata legislazione canonica del Sinodo diocesano e l’attuale, è che prima partecipavano soltanto i chierici, mentre ora sono ammessi all’assemblea sinodale anche i laici”. Al Sinodo di Manfredonia parteciparono sacerdoti, religiosi, suore, istituti di vita consacrata, associazioni ecclesiali, laici di ogni età e categoria. Otto i documenti sinodali approvati: vocazione e missione della Chiesa; famiglia e comunità cristiana; i giovani della chiesa particolare; vocazione sacerdotale e religiosa; vita liturgica della comunità cristiana; la cultura, la scuola, i mezzi di comunicazione di massa; promozione umana e impegno verso i bisognosi; Chiesa, impegno socio-politico e mondo del lavoro.

Michele Apollonio


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