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Bari/ Xylella, blitz dei finanzieri all’Ateneo. Sequestrati i computer dei docenti

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Interessati il Dipartimento di Scienze del Suolo e la attigua sede del Cnr. Nessun indagato. Si indaga sulla disseminazione del batterio che uccide gli ulivi.

 

 Visita del Nucleo di polizia tributaria di Lecce, ieri, all’università di Bari. I finanzieri hanno sequestrato i computer di diversi docenti del dipartimento di Scienze del suolo, della pianta e dei minerali su mandato dei sostituti procuratori Elsa Valeria Mignone e Roberta Licci, in merito alla «disseminazione» del batterio killer – Xylella fastidiosa – che sta distruggendo gli ulivi pugliesi.
L’irruzione
I finanzieri, giunti a sorpresa nelle aule universitarie, hanno chiesto l’accesso al materiale informatico, ai dischi rigidi in particolare. In caso non fosse stato possibile fare copia del materiale contenuto, l’indicazione era di sequestrare i computer. Così almeno sette, otto macchine sono state portate via e altrettante nella sede attigua del Cnr, nell’area di entomologia agraria e patologia vegetale del Campus. Va chiarito che nessuno fra i docenti dell’università di Bari risulta nel registro degli indagati. I magistrati intendono evidentemente cercare di capire se vi siano responsabilità di qualche natura. «Noi siamo disponibilissimi a dare una mano ai magistrati – spiega il direttore del dipartimento di Scienze del suolo, Teodoro Miano – vorremmo essere ascoltati anche per definire meglio il focus investigativo. D’altra parte, abbiamo le competenze per poter contribuire all’indagine». Naturalmente, spiega ancora Miano, «il sequestro di fatto paralizza la nostra attività di servizio pubblico: esami, didattica, progetti di ricerca».
La bocciatura
Intanto, una bocciatura senza riserve delle decisioni Ue sulla Xylella, arriva dall’Anci Puglia per bocca del presidente regionale Luigi Perrone. «Abbiamo grosse difficoltà a costruire un futuro e continuiamo a distruggere il nostro passato — afferma Perrone —. Il piano di abbattimento degli ulivi varato dalla Ue, sostenuto dalla Francia e dai Paesi concorrenti nel mercato dell’olio, rappresenta un rimedio peggiore del male». Intanto, l’ufficio del commissario straordinario Giuseppe Silletti annuncia già dai prossimi giorni sanzioni pesanti per gli agricoltori che non si sono ancora messi in regola con le arature e la pulizia dei terreni. Il 70% fra loro ha già provveduto, con percentuali anche più alte nella zona di Oria, unico focolaio finora scoperto al di fuori dei confini della provincia di Lecce. Molto in ritardo, invece, gli enti locali, l’Anas e i consorzi di bonifica che devono ripulire i terreni su suolo pubblico. Lì, la percentuale scende al 10% e il comitato «Voce dell’Ulivo» chiede a Silletti di usare il pugno di ferro. Domani, intanto, è attesa la decisione del Tar del Lazio su due diversi ricorsi.


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