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Reporter della Tua Città – VIESTE, FESTOSAMENTE AUTORIZZATI ALL’INCIVILTA’

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Le feste patronali a Vieste sono molto amate e seguite, si sa. La festa dedicata a Santa Maria di Merino, in particolare, attira un folto numero di turisti e riesce a riunire in paese anche tutti quei compaesani, studenti o emigranti, che vivono anche molto lontano ma che questa festa proprio non vogliono perdersela.

 

Ma, oltre al pellegrinaggio a Merino, oltre ai bellissimi fuochi pirotecnici, oltre allo spettacolo di bande musicali ed artisti vari, devono assistere anche ad un altro spettacolo, meno piacevole da vedere: il bivacco dei venditori ambulanti.
Mi spiego meglio: sono un cittadino viestano ed ho la fortuna di risiedere in uno dei quartieri più belli e caratteristici (a mio parere) di tutta Vieste, il quartiere della “marina piccola”.
Ad ogni festa patronale i turisti che passano da queste parti (praticamente tutti) ed in particolare i residenti del quartiere, assistono al medesimo spettacolo: auto, furgoni malandati, camioncini stracarichi di merce e di famiglie con bambini che, arrivano qualche giorno prima, scaricano ed allestiscono le loro coloratissime bancarelle di giocattoli, palloncini, libri, ecc… che poi vendono ai passanti ed in particolare ai felicissimi bambini (ovviamente senza emettere uno scontrino, ma questo è un dettaglio…).
 Il problema principale però è questo: cosa comporta la presenza di queste persone per giorni interi nella villetta?
Si assiste allo spettacolo di uomini, donne e bambini (alcuni molto piccoli) che, dovendo ovviamente anche riposare, dormono a terra, sotto il portico del “cinema”, nelle aiuole, nelle auto (che, tra l’altro, occupano i posti già risicati per i numerosi residenti della zona, posizionando scatole, sedie e quant’altro);
Si assiste a gente che, senza ritegno, consuma i pasti sulle panchine o direttamente nelle aiuole (che in una città normale non si possono nemmeno calpestare) dove puntualmente abbandona cartacce, bottiglie e residui di cibo;
Si assiste al terribile spettacolo delle stesse persone che poi, durante l’arco delle giornate, senza la minima attenzione all’igiene, defeca o urina sugli scogli vicini, tra le auto parcheggiate sotto i palazzi di fronte alla villa, in quella stradina strettissima che costeggia  l’ospizio delle suore, spesso fotografata da molti turisti e che in questi giorni puzza in maniera spaventosa di piscio (scusatemi il termine ma rende meglio) o addirittura nelle stesse aiuole in cui poco prima hanno mangiato!!!
 Certo, la Marina Piccola è in un posto remoto, nascosto, isolato, difficile da raggiungere, me ne rendo conto… ma qualcosa si potrebbe fare, credo.
Possibile che queste cose le vedano solo i residenti e non chi ha l’autorità o il compito del controllo?
Possibile che questa gente non possa essere obbligata a parcheggiare i propri mezzi in aree meno centrali?
Possibile che a questa gente, che ovviamente deve potersi lavare e soddisfare i propri bisogni, non gli si possa installare un paio di bagni chimici?
Possibile, insomma, che non si riesca a far rispettare il decoro e l’igiene di quello che è considerato il salotto del paese, uno dei posti più ammirati di tutta Vieste?
 Queste domande credo che meritino una risposta.
Chi permette tutto questo credo che meriti una denuncia.
 Cordialmente.
(mail firmata)

 


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