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Medico di Famiglia, mobilitazione della FIMMG

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E’ questo lo slogan che caratterizza un periodo di mobilitazione della medicina generale che, attraverso una campagna di comunicazione sul diritto del cittadino a conservare il suo medico di famiglia, culminerà nella giornata di sciopero generale prevista per martedì 19 maggio 2015. La FIMMG, il sindacato a cui aderisce la maggior parte dei medici di famiglia, ha indetto lo sciopero del 19 maggio p.v.. Quel giorno gli studi dei medici di famiglia saranno chiusi dalle ore 8 alle ore 20, ma verranno comunque garantite le prestazioni indispensabili: visite domiciliari urgenti, in assistenza programmata a pazienti terminali, prestazioni di assistenza domiciliare integrata (ADI) e le ulteriori prestazioni definite nell’ambito degli Accordi regionali. Si fermeranno anche i medici di continuità assistenziale (ex guardia medica) e i medici del 118 dalle 20 alle 24, garantendo le prestazioni indispensabili. I medici scioperano contro la proposta delle regioni di abolire il medico di famiglia così come oggi lo conosciamo! Le regioni, Puglia compresa, vogliono un medico di famiglia “obbediente” alle politiche di contenimento della spesa e per questo propongono che le prestazioni inappropriate siano pagate direttamente dai medici, a cui vogliono attribuire una responsabilità patrimoniale. Così facendo viene sicuramente garantito l’art. 81 della Costituzione, che prevede l’equilibrio dei conti da parte della Pubblica Amministrazione, ma molto spesso ciò è a discapito dei cittadini che si vedono negate molte delle prestazioni sanitarie di cui avrebbero bisogno con grave pregiudizio per la reale applicazione dell’art. 32 della Costituzione che sancisce il diritto alla salute a tutti i cittadini. A tutti i candidati alla presidenza della Regione Puglia: Michele Emiliano, Francesco Schittulli, Antonella Laricchia, Adriana Poli Bortone, Gregorio Mariggio, Michele Rizzi e Riccardo Rossi, la FIMMG chiede: Maggiore rispetto per la professione medica, garantendo autonomia e libertà di esercizio; Un’inversione della posizione assunta dalla Regione Puglia in seno alla Conferenza Stato – Regioni in modo tale da sostenere politiche che evitino per quanto possibile tagli lineari alla Sanità; Una maggiore disponibilità della Regione a potenziare la medicina del territorio, sostenendo l’occupazione soprattutto del personale di studio e l’avvio delle prestazioni specialistiche erogate anche negli studi dei Medici di famiglia; Un deciso impulso a chiudere l’accordo nazionale sulla medicina generale, presupposto indispensabile per assicurare nuove modalità di assistenza sul territorio. In questi giorni i  medici di Famiglia in Puglia, così come nel resto d’Italia, spiegheranno ai cittadini le motivazioni della protesta e chiederanno di sottoscrivere la petizione “Campagna contro l’abolizionedel medico di famiglia” indirizzata al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin e ai Presidenti Regioni e Provincie Autonome presente al seguente link  www.fimmg.org/manifestiAmoFimmg


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