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Vico/ Il Cinipide è la Xylella del Gargano

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Un insetto stà mettendo a rischio ettari di castagni in particolare nel territorio di Vico. Gli agricoltori però corrono ai ripari.

 

 I proprietari di alberi di ca­stagno nel Gargano, e in particolare nel territorio dei Vico, ora temono per la salu­te dei loro alberi, minacciati da un insetto che distrugge foglie e frutti: la Cinipide, vespa il cui nome scientifico completo è Dryocosmus kuriphilus, che sta terroriz­zando diversi imprenditori agricoli garganici. Il primo avvistamento risale a qualche settimana fa, e a fare l’amara scoperta è stato l’ex assessore del Comune di Vico del Gargano, titolare di una piccola azienda agricola, Roberto Budrago, che ha spiegato: "E’ un fatto, grave, non c’è dub­bio. Fino ad ora, la Puglia ri­maneva l’unica regione a non essere colpita da questa sorta di vespa, che ora si è annidata nei nostri casta­gneti". Quali sono i rimedi che si possono attirare in questi casi per contrastare il deposito delle uova della Cinipi­de? “L’unico metodo che possiamo definire efficace oggigiorno, è rappresentato da un altro insetto, una mo­sca, il cui nome scientifico è Torymus Torymus Torymus, che va appunto a distrugge­re i nidi di Cinipide nascosti tra le foglie dei nostri casta­gni". Ma per far sì che l’ azio­ne della Torymus sortisca gli effetti sperati, serve innan­zitutto che gli agricoltori capiscano come si deve agire concretamente. "E’ inutile­ importare questa mosca che è l’unico antidoto al Ci­nipide" spiega ancora l’ex assessore "se poi gli altri agricoltori continuano ad usare il diserbo con fitofar­maci, che oltre a rendere vano il lavoro della Torymus, rischiano di ucciderla del tutto". Andrebbe dunque fatta una importante attività di infor­mazione tra gli agricoltori garganici. "E’ semplice­mente quello che chiedo io, null’ altro. Se per sconfigge­re la minaccia rappresenta­ta dal Cinipide abbiamo l’unica chance rappresen­tata dal ‘Torymus, allora dobbiamo collaborare tutti affinché non vengano spesi soldi inutilmente". Quanti sono gli alberi colpiti da questo insetto? "Quando io ero assessore, facemmo un censimento di tutti gli albe­ri presenti nelle campagne vichesi, ma oggi è difficile quantificare precisamente il numero di castagni in questa zona. Si è detto quat­tromila alberi? Mi pare un po’ esagerato, ma il proble­ma è un altro: quasi tutti i sopralluoghi che abbiamo effettuato, hanno dimo­strato la presenza del Cini­pide nei castagneti vichesi". Budrago, infatti, ha portato avanti delle ricerche coa­diuvato da un esperto del settore, il docente universi­tario de La Sapienza di Ro­ma, Rocco Sgherzi, che spiega: "Il problema, pur­troppo, è serio. Quattro zone indagate e quattro foco­lai trovati. Questo significa che il Cinipi del castagno o cinipide galligeno del ca­stagno o vespa del castagno (Dryocosmus kuriphilus Yasumatsu) è attivo in quel­le zone almeno da un anno. La Puglia era l’ultima regio­ne in cui non era ancora stata segnalata la sua presenza ma ormai non è più cosi. Purtroppo tutte le esperienze di lotta condotte fin qui (dal Piemonte alla Calabria) confermano l’inefficacia dei prodotti chimici. L’uni­co metodo efficace è immettere in ambiente il suo nemico naturale (Torymus sinensis Kamijo), ma bisogna muoversi subito, altrimenti sarà difficile tutelare la produzione e salvare il patrimonio castanicolo del Gargano”. Quanto costa immettere nei castagneti garganici il Tory­mus? "Beh, diciamo che non costerebbe neanche tanto agli agricoltori, ma se poi gli altri usano diserbo con fito­farmaci, allora ne serviran­no importanti quantità e in questo modo non si spende più una somma che po­tremmo definire normale". Ma Budrago non dispera e chiede aiuto anche alle isti­tuzioni, in particolare alla Regione, che dovrebbe es­sere interessata al caso: "De­cine di castagneti sono ge­stiti dall’Ispettorato Fore­stale per conto dell’assesso­rato all’Ambiente della Regione Puglia. Anche i loro castagni, da quel che so, so­no stati colpiti dal Cinipide. Spero che voglia dare la Re­gione in primis un forte se­gnale anche agli altri agri­coltori del territorio, facen­do comprendere loro la pe­ricolosità dell’insetto- che sta minando la salute dei nostri alberi". Il caso sta già montando tra gli agricoltori vichesi proprietari di castagni.

G.F. Ciccomascolo

l’attacco


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