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Artigiani, in Puglia l’esercito dei nullatenenti: 200mila guadagnano sotto i 10mila euro

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La fotografia di Confartigianato Puglia racconta di una regione dove a pochi ricchi si affiancano troppi nullatenenti. Effetto della crisi, ma anche dell’evasione fiscale e del lavoro nero.

 

 Un migliaio di Paperoni circondati da un esercito di nullatenenti. Questa la fotografia dei redditi in Puglia scattata da Confartigianato Puglia sui contribuenti residenti in tutti i capoluoghi di provincia della Regione. Il centro studi dell’associazione degli artigiani ha elaborato gli ultimi dati del dipartimento delle Finanze, estrapolando circa 600mila dichiarazioni dei redditi sul totale dei 2,5 milioni di contribuenti pugliesi. Ne è emerso uno spaccato della società regionale in cui si evidenzia una distanza sempre più grande tra ricchi e poveri e un numero elevato di nullatenenti.

I dati parlano chiaro. Sono 3694 i Paperoni pugliesi che possono disporre di un reddito annuo superiore ai 120mila euro, la metà dei quali (1851) risiede a Bari. Ammontano invece a 9684 i pugliesi con reddito fra 75mila e 120mila euro, mentre la fascia di reddito tra 55mila e 75mila raccoglie 12.244 persone. La gran parte della popolazione pugliese, però, si trova nelle due fasce di reddito tra 15mila e 55mila euro. Nella fascia 15-26mila si contano oltre 160mila pugliesi, di cui 56mila a Bari, 36mila a Taranto, 25mila a Foggia, 15mila a Lecce, 14mila a Brindisi e 12mila a Barletta, mentre in quella 26-55mila se ne contano 119mila. Seguono altri 74mila pugliesi nella fascia tra 10 e 15mila euro.

Ma la classe di reddito che comprende il maggior numero di contribuenti è quella che va tra 0 e 10mila euro: qui si raccolgono oltre 197mila pugliesi residenti nei capoluoghi di provincia. Un esercito di nullatenenti, o quasi, che evidenzia le difficoltà economiche presenti in regione, ma che potrebbe anche nascondere il dilagare del lavoro nero e dell’evasione fiscale in regione.

Confartigianato sottolinea un altro fenomeno che prende sempre più piede negli ultimi anni, ovvero l’aumento delle differenze economiche tra ricchi e poveri. Il reddito complessivo ammonta, infatti, a 39,6 miliardi di euro, contro i 39 dell’anno precedente. Il reddito medio, in Puglia, è di 15mila 630 euro (l’anno prima era 15.570), contro i 20.700 euro della media nazionale. Come spiega Francesco Sgherza, presidente di Confartigianato Imprese Puglia, "pur a fronte di un incremento dei redditi dichiarati, c’è un inesorabile calo dei cittadini che presentano le dichiarazioni Irpef, probabilmente perché i relativi redditi sono scesi fino a rientrare nella fascia di esenzione".

"Un dettaglio che deve far riflettere, ed è anche alla luce di questo dettaglio che va considerato il leggero incremento del reddito medio", dice Sgherza, che punta il dito anche contro l’esplosione della fiscalità locale. In sostanza, secondo Confartigianato il reddito complessivo di per sé è aumentato perché la forbice tra nuovi ricchi che percepiscono molto di più si è allargata rispetto a quelli

che prendono sempre meno. Questo accade perché in un periodo di crisi chi mette in circolo liquidità riesce a farla fruttare, mentre chi non ha nulla continua a non avere nulla. La crisi non fa che acuire le differenze fra classi di reddito. "Anche perché – dicono in Confartigianato – i mercati stanno premiando chi sta investendo in questo periodo e la finanza negli ultimi tempi sta viaggiando a doppia cifra, alla faccia della crisi dell’economia reale".

 

 

 

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