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Vico/ Elezioni, PUG, Hot dog.

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Se proprio vogliamo trovare un elemento positivo in questa banalissima campagna elettorale per il rinnovo della Presidenza e del Consiglio regionale di Puglia, dobbiamo guardare nell”album di quelle facce che non vedremo più, sedute come tappezzeria sui banchi della fascinosa, e lucrosa, aula del Consiglio e della Giunta.

Siamo convinti che la scontatissima vittoria di Michele Emiliano rimescolerà profondamente la rappresentanza in terra di Capitanata, potendo usufruire di un affollato e veloce imbarco, come quelli che siamo abituati a vedere provenienti dalle coste libiche. Un affollamento talmente pressante e largo al punto da far esclamare al nocchiero Emiliano:” Metterò fuorilegge chi paga per portarmi i voti.” Stupefacente! Come se non conoscesse, l’amministratore e magistrato,  le modalità di raccolta del consenso nei 270 comuni della Puglia. Parafrasando la poetessa Alda Merini, possiamo ripetere, banalmente” Le mosche non riposano mai perchè la merda è davvero tanta…”
Ma torniamo a cercare l’elemento positivo di questa tornata elettorale. Molti tromboni resteranno trombati;  è quasi certa che i canditati eredi non erediteranno un bel nulla; e coloro che hanno scaldato la sedia o largheggiato di promesse fasulle dovranno trovarsi un altro lavoro.
L’atmosfera cheta di Vico del Gargano rispecchia l’afasia che abbiamo ripetutamente raccontato. Gli unici respiri sono solo quelli di qualche interessato galoppino, gli acchiappavoti di mestiere, i familiari, nulla di più.
Solo dalle stanze della pentammucchiata si è levato un grido di dolore, approfittando del momento, su di una presunta “ perdita di tempo “ da parte della Regione Puglia, colpevole di non giungere in tempi stretti alla definitiva approvazione del Piano Urbanistico Generale:” …se non ora quando? “
Accusa prontamente respinta al mittente, da parte degli uffici regionali, spiegando doviziosamente che:…nessuno degli amministratori e tecnici del Piano vichese ha letto e capito le norme PAI e gli Atti d’indirizzo regionale in materia di pianificazione; un PUG bocciato per “ non compatibilità “ richiede una revisione generale dell’impianto e sulle scelte; incompleto di atti e delibere sugli Usi Civici e, soprattutto, un nuovo e complessivo pronunciamento dell’Autorità di Bacino alla luce, anche, degli eventi calamitosi verificatosi nel settembre scorso. Insomma, nessun cedimento sotto la spinta elettorale, di quel Piano Urbanistico che, dopo aver fatto il giro per tutti gli uffici della Regione Puglia, quale esempio di scempio, è oggi classificato e raccontato, sempre negli stessi uffici, come:”…un hot dog della famosa catena Mc Donald’s – meglio non sapere cosa contiene -”.
Preoccupante, sotto il profilo della trasparenza e degli interessi generali, l’assenza dell’intero Consiglio comunale, il quale, ad oggi, di fronte alla chiara e approfondita disamina dell’Ufficio Urbanistico Regionale, non ha trovato il tempo per aprire un serio dibattito sui documenti regionali; sulle risposte da offrire; sugli adempimenti futuri, sulla tutela del suolo e del paesaggio.
A rigore di logica, se vogliamo tenere fuori leggi e regolamenti vari, il Piano approvato in silenzio dal Consiglio comunale di Vico del Gargano e inviato alla Regione Puglia, non è quello ritornato al mittente dopo l’istruttoria dell’Ufficio Urbanistico, e non sarà quello che uscirà dopo il lavoro della tanto invocata Conferenza di Servizio. Se il Consiglio comunale non è più luogo di rappresentanza del comune sentire, e degli interessi diffusi, allora gli resta solo il lavoro delle tre scimmiette:” non vedo; non sento; non parlo “.
Mentre la campagna elettorale si avvia mosciamente alla conclusione, sul PUG di Vico del Gargano continua a sventolare bandiera bianca. Per dovere di cronaca dobbiamo riferire di uno scaltro tentativo sezionale, e sinistro, di approfittare di questi tempi di promesse per sostituire la bandiera bianca con la bandiera rossa.

 

Michele Angelicchio

 

 

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Loc. Porto Turistico – Vieste – Gargano
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