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“Il Molise vuole l’acqua ma non sa come riceverla”

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Mancano le reti irrigue.

 

 Il Molise reclama, l’acqua della diga di Occhito, ma in realtà già ne beneficia e non da oggi. La polemica sugli accordi del 1978 -la Capitanata si era impegnata a trasferire 20 milioni di metri cubi d’acqua all’anno poiché l’invaso sorge parzialmente in territorio molisano – non ha «alcuna ragione di esistere» secondo il direttore del Consorzio di bonifica della Capitanata, Francesco Santoro, ovvero l’ente gestore della diga sul Fortore. «Piuttosto il Molise ci dica come vuole che venga erogata l’acqua prelevata da Occhito – ­precisa il direttore – dal momento che oggi eroghiamo una quantità irrisoria e solo in agro di Larino, poiché non ci sono altre aree infrastrutturale. Quell’accordo – ricorda Santoro ­nasce sull’esigenza manifestata in quell’epoca dal Molise di poter coltivare i terreni agricoli sul confine con la provincia di Foggia. Ma da allora quei terreni non sono stati suf­ficientemente dotati di reti irrigue, anzi la maggior parte non è allacciata nemmeno a una condotta. Perciò anche volendo rispettare l’accordo, ed è nostra intenzione farlo, il consorzio non saprebbe come fare…per attuare un’intesa che spetta al Molise rendere applicabile».


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