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IDEOLOGIA “GENDER”, QUANDO MASCHILITA’ E FEMMINILITA’ DIVENTANO CONCETTI RELATIVI (3)

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Nella serata della scorso 1° luglio un gruppo di persone si è riunito nella sala Celestino V a S. Maria di Merino per parlare della ideologia "gender". C’ero anch’io. Come cristiana mi sento una santa inquietudine di fronte alle minacce che voglio colpire la famiglia. Sono qui perché, come battezzata e cresimata, mi sento chiamata a servire Dio e il prossimo nella verità. La bellezza dei nostripaesi con la semplicità e la concretezza della vita, dove esistono per fortuna ancora i valori, ci si scandalizza davanti al male, ma prima o poi la cultura di morte che sta invadendo le grandi metropoli, sconvolgendo i valori basilari delle famiglie, sta arrivando anche qui  e si sta infiltrando attraverso la televisione, la politica e vuole intaccare la scuola. Nella politica europea sta prendendo piede il pensiero della tolleranza verso il diverso: l’omosessuale. In nome della tolleranza bisogna cancellare all’origine l’identità sessuale, poiché essa non è un dato assoluto e fisiologico o genetico, ma l’essere maschio e femmina è dettato semplicemente da un condizionamento culturale e sociologico.
     A scuola quindi bisogna insegnare che maschio e femmina o qualcos’altro, non ci si nasce ma si scegli di essere. Nessuno può quindi dire ciò che bene o male, perché il valore assoluto è la libertà di essere quello che si vuole, a prescindere dagli attributi sessuali che la natura o Dio ci ha dato. L’io in assoluto decide propria identità e deve essere libero di esprimere la sua  sessualità come meglio crede, perché questo significa essere felici senza ostacoli morali, dando libero sfogo alle proprie passioni e soprattutto nessuno e niente può esprimere giudizi, altrimenti si diventa “omofobi”.
    Noi cristiani, ma anche non cristiani, dobbiamo avere le idee chiare su ciò che è bene e ciò che è male; la verità è chiarezza, luce, non perversione. La sessualità, come tutte le cose creata, è da Dio, è armonia tra due corpi che si donano l’uno all’altro non in modo artefatto come tra due uomini o tra due donne o altro, la sessualità è castità, nel dono di sé alla Chiesa e a Cristo nel sacerdozio. Gesù non è venuto nel mondo a condannare, ma perché ogni uomo si salvi per mezzo di Lui.
     Lui che è il Figlio di Dio e senza peccato non ha scagliato né scaglia la pietra verso nessuno, tanto più noi dobbiamo giudicare il prossimo, chi esso sia: un separato, un convivente, una prostituta, un omosessuale, ma bisogna amare in spirito e verità. Tollerare non è amare. La tolleranza o il relativismo sono pericolosi, è non saper prendere posizioni. Bisogna essere dei cristiani con la spina dorsale, dice l’ Apocalisse: Dal momento che non sei né caldo e né freddo io ti vomito. Il Vangelo aggiunge: il tuo parlare sia: sì,sì, no,no. Gesù è l’uomo nuovo, Lui è la Via, la Verità e la Vita; chi lo segue cammina nella luce, perché in Lui non ci sono tenebre. Gesù con la sua vita ci dice che la vita vera non è vivere secondo le proprie passioni: l’adulterio, la pornografia, l’idolatria, la pratica dell’omosessualità, l’ira, l’invidia, l’avarizia, ma la vita vera è invece camminare con Lui attraverso i suoi sacramenti e amando il prossimo come se stessi, donando se stessi, non sfruttando il fratello o la sorella nel soddisfacimento del proprio Io, del proprio piacere. L’uomo che vive secondo le proprie passioni è un uomo con la morte spirituale, che sta cercando la pienezza ma nel posto e nel modo sbagliato.
     Il problema è che il potere, questo tipo di potere politica è formato da persone che voglio umiliarci, quasi come una dittatura. La mentalità che la famiglia non è formata da un uomo e una donna, che questo è un modello semplicemente culturale, non è la verità. Tutto è relativo all’ambiente. Noi tutti dobbiamo domandarci chi vogliamo servire. Il potere, quello politico è servilismo, di cui quasi dobbiamo avere paura di esprimere il nostro credo o quello che la coscienza ci dice essere il vero, Dio il bene supremo con il suo radicalismo, ma che ci dà la vita vera in Cristo Gesù.
      Noi non vogliamo una scuola che confonda i bambini e la loro identità, ma una scuola che insegni loro a leggere e a scrivere e attraverso la cultura ad amare e rispettare prima loro stessi, e poi le loro famiglie, i loro amici, i diversi e la natura.                    
dott.ssa Giuseppina Tatì


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