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Il corpo di S. Pio a Roma a febbraio

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Il Vaticano scrive ai frati, si lavora al trasferimento. La salma sarà nella capitale dall’8 al 14 febbraio, il giorno dell’ostensione sarà martedì (delle Ceneri) 10 e sabato 13.

 

 E’ «espresso diretto desiderio» del Papa, la ostensione del di San Pio a Roma il prossimo 10 febbraio all’interno della basilica di San Pietro in occasione del Giubileo della Misericordia. Lo si apprende da missiva inviata direttamente dalla Santa a monsignor Michele Castoro e letta da quest’ultimo in qualità di arci­vescovo della diocesi di Manfredonia San Gio­vanni Rotondo e Vieste­ai convenuti che si sono ritrovati presso la sede del Convento dei Frati Minori Cappuccini per mettere a punto «la mac­china organizzativa» che dovrà permettere la traslazione. Va così delineandosi il quadro delle operazioni che porte­ranno allo spostamento – in programma l’anno prossimo – del corpo del santo dal Gargano nella capitale. Innanzitutto è stato chiarito un dato, ritenuto molto importante dai sangiovannesi: il trasferimento è di natura temporanea. Il corpo del frate cappuccino subito dopo la ostensione a Roma tornerà a San Giovanni Rotondo nella cripta della chiesa progettata da Renzo Piano dove riposa tuttora. Andata e ritorno, insomma. L’averlo tra l’altro in ostensione per un’intera giornata – le riprese televisive, come ben si ricorderà, andranno in mondovisione – è ritenute poi un privilegio e per questo “motivo di orgoglio” dal popolo garganico. All’incontro con monsignor Castoro dell’altro giorno c’erano tutti i vertici dei frati del Convento, alcuni amministratori comunali e vari rappresentanti della Confcommercio E dell’ Assoalbergatori. A loro la santa Sede ha chiesto «collaborazione per la traslazione. Dal Comune infatti attendono la ufficialità per partire con l’iter burocratico della autorizzazioni. La certezza delle date della ostensione poi agevolerà albergatori nel gestire le prenotazioni. Tra l’altro, e va detto- il mese di febbraio è notoriamente un mese con pochi arrivi in città – a differenza di aprile, maggio e settembre – per cui la temporanea traslazione «non dovrebbe arrecare danni al flus­so dei devoti in città». E sempre ai convenuti è stato portato a conoscenza il contenuto della lettera arrivata dal Vaticano, nella quale risaltava la sti­ma di Papa Bergoglio verso la figura di padre Pio «tanto da aver voluto personalmente la trasla­zione». Trapelati -nono­stante il fitto riserbo- an­che alcuni dettagli di ri­lievo: il corpo di San Pio sarà a Roma dall’8 al 14 febbraio 2016, il giorno deputato alla ostensione martedì (delle Ceneri) 10 febbraio 2016 e sabato 13 febbraio 2016. Papa Fran­cesco incontrerà i gruppi di Preghiera, i rappre­sentanti di Casa Sollievo della Sofferenza e l’Arci­diocesi di Manfredonia, Vieste e San Giovanni Rotondo. Altra impor­tante conferma: la «doppia ostensione». Ovvero il corpo di padre Pio sarà esposto insieme a quello del frate cappuccino Leopoldo Mandic da Padova. Chiaro l’intento di Papa Bergoglio: sottolineare l’importanza del ministero del confessore, assai in linea con un Giubileo della Misericordia. Infatti, i due cappuccini sono passati alla storia della Chiesa quali autorevoli confessori, capaci di avere file enormi dinanzi ai loro confessionali. Singolare poi la coincidenza della data del 10 febbraio. In quella stessa data, nel 1965, ovvero quant’anni fa, veniva ritrovato senza vita nella sua casa-studio di via Nazionale a Roma Emanuele Brunatto, uno dei più amati figli spirituali di padre Pio, «il poliziotto» come lo definiva lo stesso santo, che oppose -da laico – robusta resistenza alle continue persecuzioni dei vertici del Vaticano di allora contro l’umile fraticello del Gargano.

Francesco Trotta


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