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Incendiati i mezzi di Comune e Arif a Vico

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E’ scoppiato un caso. Dopo l’inchiesta del quotidiano l’Attacco sulla parentopoli vichese, arrivano le prime ripercussioni per l’Agenzia regionale . Sale la tensione.

 

 E’ ormai scoppiata la polemica a Vico del Gargano intorno all’Arif e all’ammini­strazione comunale. Dopo aver saputo, in paese, grazie ad una inchiesta del quotidiano l’Attacco, che ad essere stati assunti nell’Agenzia Regionale perle attività irrigue e Forestali siano paren­ti degli amministratori vichesi o soggetti vi­cini ad uno dei tre esponenti della minoran­za consiliare, nel borgo garganico non si par­la d’ altro. È un caso che sta facendo molto di­scutere e che ha forse toccato l’apice della protesta l’altra notte, tra domenica e lunedì, con l’incendio di alcuni mezzi di proprietà dell’ Arif e di una ruspa appartenente al Co­mune di Vico del Gargano, fatta arrivare gra­zie all’impegno dell’ex assessore Roberto Budrago dalla disciolta Comunità Montana.
I fatti di cronaca
Nella notte tra domenica e ieri, un incendio molto probabilmente di natura dolosa – è divampato nello spazio in cui sono parcheg­giati alcuni mezzi di proprietà del Comune di Vico del Gargano e dell’Arif, L’Agenzia Re­gionale per le attività Irrigue e Forestali. A riportare più danni sarebbe stata una ruspa, appartenente al Comune vichese, arrivata qualche anno fa dalla Comunità Montana, ormai disciolta e in liquidazione, su richiesta esplicita dell’ ex amministratore del bor­go garganico Roberto Budrago. ‘Le vetture’ dell’Arif, invece, alcune usate anche per il programma Aib che tanto ha fatto discutere in questi giorni proprio per via della paren­topoli tra amministratori e operai stagionali in servizio all’Arif, non sembra abbiano riportato grossi danni, anche se sono comun­que in parte state interessate dall’incendio divampato l’altra notte. Un caso su cui stan­no lavorando i Carabinieri di Vico del Garga­no che, al momento, non escludono alcuna pista.
Le polemiche
In molti – per non dire tutti- hanno pensato subito ad una ritorsione da parte di qualcuno nei confronti tanto dell’Arif quanto del­l’amministrazione comunale di Vico, per via proprio di quanto emerso dai nostri articoli apparsi su queste colonne nel corso dei gior­ni scorsi alcuni assunti già l’anno scorso per il programma anti-incendio estivo in Arif e riconfermati, come bando voleva, anche per questa stagione, sono imparentati con gli amministratori – cognato del sindaco Michele Sementino, fratello della vicesindaca Tiziana Casavecchia, nipote del consigliere di maggioranza Vincenzo Murgolo – o per loro stesse ammissioni, sono legati ad un consigliere di opposizione, già dipendente Arif. Ora, da qui a dire che siano stati tutti raccomandati e che abbiano trovato un po­sto di lavoro in virtù di queste parentele, ce ne vuole, ma a scorrere l’elenco degli assun­ti qualche dubbio – a dire il vero più di uno- viene un po’ a tutti. Ad ogni modo, come già accennato, le polemiche hanno infervorato a Vico, e l’opinione pubblica condanna apertamente la parentopoli, con qualcuno che dice “che non sono si sono mai viste queste cose a Vico. Si sa che chi è nelle grazie dei politici trova lavoro facilmente, ma farlo così spudoratamente è davvero vergognoso”.
Tutto il mondo (di Capitanata) è paese
Polemiche e incendi- a parte, non è solo Vico a finire nel mirino degli esclusi. Anche in altri Comuni della Capitanata, forse presi dalla rabbia suscitata dalle polemiche vi­chesi, sono in parecchi a sollevare dubbi su altre assunzioni fatte in altri centri della pro­vincia di Foggia. E così si scopre che ad Or­sara di Puglia, stando, a quanto raccontano fonti bene informate, tre dipendenti assunti dall’Agenzia Regione per le attività Irrigue e Forestali sono figli di tre dipendenti dell’ ex Irif, un altro ente che gestiva aree verdi della regione Puglia, e una ragazza di Castelnuo­vo sarebbe invece figlia di un altro dipendente Irif, anche se in questo caso ci sarebbe stata addirittura la stabilizzazione del con­tratto. La nostra fonte interna all’Arif conti­nua:"Lavoriamo in condizioni non dignito­se. I mezzi sono vecchi, obsoleti e gli indu­menti sono ormai divenuti pericolosi. Dico­no che non ci sono soldi, ma solo per i pove­ri cristi". Di problemi, dunque, nell’ Arif ce ne sono abbastanza. E ogni giorno che passa vengo­no fuori novità importanti sulla gestione di assunzioni e soldi.

Giuseppe Fabio Ciccomascolo
L’attacco

 

 

 

 

 

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