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Mobilitazione nazionale dei lavoratori delle costruzioni

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Feneal, Filca e  Fillea di Capitanata in piazza a Roma per chiedere il rilancio del settore. “In provincia di Foggia un calo di un ulteriore 5% nei primi mesi 2015”.

 

 Si è ulteriormente aggravata la crisi del comparto edile di Capitanata nel primo semestre del 2015. Sono 104 in meno i cantieri edili censiti sul territorio di Capitanata (2.265) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Una situazione che preoccupa particolarmente le organizzazioni sindacali di categoria Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil che sabato prossimo confluiranno a Roma per partecipare alla manifestazione nazionale #oggiperdomani. “Ridurre l’età pensionabile. Più sicurezza sul lavoro. Basta lavoro nero e precario. Rilanciare gli investimenti in edilizia”. Sono i temi della manifestazione lavoratori delle costruzioni, che si terrà il 18 luglio prossimo a Roma, su iniziativa delle federazione nazionali sindacali di categoria Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil. All’importante iniziativa, parteciperà una folta delegazione proveniente dal territorio di Foggia che raggiungerà Roma su due pullman e numerose autovetture organizzate dalle segreterie territoriali di Feneal, Fillea e Filca.

Di fronte al perdurare della crisi che investe i settori delle costruzioni e degli effetti devastanti che su di esso stanno avendo alcuni provvedimenti presi dagli ultimi governi, in particolar modo in materia previdenziale, Feneal, Filca e Fillea hanno deciso di dare continuità alle mobilitazioni già realizzate in questi ultimi anni sia a livello nazionale che territoriale. Da tempo, chiedono al Governo, attraverso una dettagliata piattaforma, di mettere iniziative efficaci per combattere la disoccupazione, l’aumento della illegalità nel settore e al tempo stesso per invertire la rotta ad una preoccupante diminuzione delle protezioni sociali per i lavoratori addetti.

In materia di pensioni, chiedono il cambiamento della Legge Fornero in quanto “le pensioni sono troppo basse e soprattutto arrivano troppo tardi. Gli edili in particolare, così come i lavoratori delle cave e altri impianti industriali, sono sottoposti a condizioni lavorative non compatibili con gli attuali limiti di età per il pensionamento. Feneal, Filca e Fillea chiedono di riconoscere flessibilità in uscita senza penalizzazioni per i settori del lavoro gravoso ed aumentare l’importo delle pensioni tutelando il lavoro discontinuo. Per le organizzazioni sindacali, “la crisi non è finita ed i danni sono gravi su imprese e sistema produttivo. Servono investimenti e politiche industriali adeguate per la riconversione sostenibile dell’intero settore. Il volume degli investimenti pubblici e insufficiente oltre che lento”. Inoltre, “l’abbassamento complessivo del quadro della legalità del settore si riflette drammaticamente sulle condizioni dei lavoratori in termini di regolarità e sicurezza”.

Particolarmente preoccupante la situazione sul territorio provinciale di Foggia, dove secondo gli ultimi dati della Cassa Edile di Capitanata, relativi al primo semestre 2015, si è registrata un’ulteriore contrazione dei lavoratori censiti del 4,84% rispetto allo stesso periodo dell’annualità precedente ed una contestuale diminuzione del  4,39% dei cantieri e del 4,66 delle imprese attive. La massa salari dei lavoratori edili di Capitanata ha sofferto, nei primi sei mesi dell’anno, un calo del 7,98%, rispetto allo stesso periodo del 2014, attestandosi ad un valore di circa 20 milioni di euro. Ancor più allarmante il dato complessivo, rapportato all’anno 2007, che evidenzia una perdita di oltre 43 milioni di euro, sempre in termini di massa salariale, con chiare e pesantissime conseguenze sull’intera economia provinciale.

Per queste ragioni, i segretari generali territoriali di Feneal, Filca e Fillea, Juri Galasso, Urbano Falcone, Giovanni Tarantella, auspicano la massima partecipazione alla manifestazione da parte dei lavoratori di Capitanata ed il più ampio sostegno dalle Istituzioni locali. Per Feneal, Filca e Fillea, “senza un’azione sinergica delle Istituzioni nazionali e locali, finalizzata alla apertura dei cantieri delle opere pubblicate già finanziate, a partire da quelli dell’Alta Capacità, delle scuole e degli ospedali, il settore non potrà uscire dalla crisi attuale”.

La manifestazione assume quindi grande importanza e non solo per le specifiche categorie coinvolte ma anche sul piano generale, cioè per l’intero modo del lavoro, al punto che sarà conclusa dall’intervento dei segretari generali di CGIL, CISL e UIL, Susanna Camusso, Anna Maria Furlan e Carmelo Barbagallo


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