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Piaggia di fondi (e di spese) per il Parco del Gargano

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E’ ingente la somma spesa nell’ambito dell’obiettivo “Expo 2015 sui territori” col progetto Motherchef. Diverse le azioni tra cui tre visit tour per circa 18 giornalisti.

 

 Caro Parco, quanto (ci) costi. La spending re­view sembra non coinvolgere enti come il Par­co nazionale del Gargano, che ormai. da tempo si dedica anche all’organizzazìone di eventi di promozione turisti­ca, volti a valorizzare il terri­torio dell’ area protetta. Le ti­sorse non mancano davvero.
Motherchef
Ammonta a 40mila euro, a valere sui fondi del Ministero dell’ambiente. la somma spesa nell’ambito dell’ obiet­tivo "Expo 2015 sui territori" col progetto Motherchef, somme impegnate dal capi­tolo di bilancio legato alle spese per attività divulgative, informative e promozionali. Sono diverse le azioni previ­ste all’interno di’Motherchef tra cui tre visit tour per sei giornalisti, Il primo si è già svolto.
Accompagnati dal giornali­sta e tutor Maurizio Tardio, titolare della società di co­municazione Picchio, dal 24 al 26 luglio il piccolo gruppo ha soggiornato a Monte San­t’Angelo in occasione di Fe­stambienteSud e partecipa­to ad un interessante pro­gramma di visite lungo le "Vie del Sacro".
"Un percorso alla scoperta della Montagna Sacra. Gior­nalisti provenienti da tutta Italia hanno visitato il nostro Gargano, alla scoperta della nostra cultura, dei nostri sa­pori e delle nostre tradizioni. MotherChef è un viaggio me­morabile che lascia indelebi­le il ricordo dei colori e dei profumi del nostro territo­rio"; ha spiegato l’Ente. "Mi auguro che questa esperienza resti indelebile nel ricordo di voi tutti così come possa ri­vivere ogni qual volta, tor­nando a casa, parlerete della nostra terra: il Gargano, è sta­to il saluto finale del presi­dente del Parco, Stefano Pe­corella, ai sei giornalisti par­tecipanti. L’itinerario ha previsto la visi­ta a diversi beni di Monte, Mattinata e Manfredonia, come pure pranzi e cooking show organizzati con ristora­tori e l’Associazione cuochi di Capitanata e Gargano e infi­ne la partecipazione a diversi eventi di Festambientesud. Mentre il 4 e 5 agosto si terrà il secondo visit tour, intitolato "La via dell’acqua", in occa­sione della ventesima edizio­ne del Carpino Folk Festival. Si partirà da Carpino per compiere l’itinerario I Laghi del Parco: escursione in bar­ca, visita dei frantoi aderenti al marchio di filiera "Buono come il Parco", degustazioni organizzate con ristoratori e agriturismi aderenti al’ pro­getto. È poi partecipazione al festival della musica popola­re, workshop "Il culto della Madre Terra nella Capitana­ta", tour Laguna e Torri co­stiere (Torre Mileto, Santa Maria di Devia, Bosco Isola), pranzo e cooking show organizzato con ristoratori e Associazione cuochi di Capita­nata e Gargano. Il progetto Motherchef è stato curato nella comunicazione, come da tradizione consolidata (se non esclusiva), dall’agenzia foggiana Red Hot, presente in tutte le azioni attuate dal­l’Ente.

I costi
Il piano economico di Mo­therchef fornisce il dettaglio delle voci di spesa, che appa­iono tutte alquanto elevate. Il management di progetto è costato 3.210 euro (coordi­namento tecnico – organizzativo e gestione dell’intero progetto, pagato ai due cura­tori 40 euro all’ora, per un to­tale di 30 ore, pari a 2.400 eu­ro cui c’è da aggiungere la spesa di 810 euro per la segre­teria amministrativa ed orga­nizzativa, una persona pagata 18 euro all’ora per 45 ore complessive. A chi è stato pagato? La portavoce del pre­sidente riferisce che il pro­getto è stato curato diretta­mente dal personale dell’En­te, poi rimanda per ulterio­ri dettagli ad un comunicato di prossimo invio. Ci sono poi le altre spese: un educational del costo di 14.160 euro; tre workshop/eventi /laboratori pagati 12.000 euro (chi li ha organizzati?); pranzi e coo­kingshow per 6 giornalisti nei tre educational previsti, per una spesa totale di 2.160 eu­ro; tre tour enogastronornici costati l.250euro; sette guide per una giornata, nei tre tour, pagate 1.050 euro; escursio­ne sul lago 200 euro; rimborsi spese per i 6 giornalisti durante i tre tour (alloggio, tra­sferimenti, logistica, etc.), pari a 5.520 euro; monitorag­gio e valutazione 450 euro; spese di funzionamento e ge­stione (vitto, trasporto, altro), pari a 2.396 euro; comunica­zione (ovvero ideazione, pro­gettazione e realizzazione) costata ben 5.800 euro. L’En­te Parco ha speso per tale ope­razione complessivamente 39.998 euro, 32.786 di impo­nibile e 7.212 euro -di IVA.
Troppi?

I dubbi
L’Attacco avrebbe voluto chiedere ulteriori informa­zioni all’Ente e al presidente Pecorella, ma non è stato pos­sibile ottenere. E Red Hot ha curato solo la comunicazio­ne o ha ideato il progetto? An­che in questo caso non è sta­to possibile avere nella gior­nata di ieri i necessari chiari­menti. Nulla quaestio, ovviamente, sui soldi spesi se l’azione che si sta realizzando porterà concreti risultati in termini di promozione dell’ area protet­ta. A contattare i giornalisti ès ta­to Tardio, che spiega al’Attac­co: "Nei primi due tour sono coinvolti giornalisti locali, che di loro iniziativa hanno voluto esser presenti e un nutrito gruppo di testate na­zionali ed estere: L’ora di Ot­tawa, periodico diffuso tra la comunità italiana che vive in Canada; L’italoamericano, periodico letto dalla comunità italiana che vive sulla costa occidentale degli USA; Lo Struscio, strumento unico d’informazione dell’area in­terna della Capitanata spingendosi fino all’Irpinia (Av), Vulture (Pz), Fortore (Bn) e Molise; Radio Liberamente, ascoltata nel territorio che va dai Monti Dauni Meridionali all’Irpinia e Lucania; il maga­zine online Ambiente&Am­bienti: Travelnostop, che si posiziona tra le top ten dell’informazione turistica nazionale: Borghi&Sagre; Sapo­ri d’Italia, prestigiosa rivista di food; Informacibo, giorna­le telematico che si occupa di enogastronomia: Italia2tv, emittente televisiva della provincia di Salerno; la rivista Mete d’Italia, distribuita gra­tuitamente nelle sale d’attesa di molti aeroporti italiani; Consumatrici.it, magazine online su consumi, cultura, attualità; infine il mensile Viaggi del gusto, specializza­to nei reportage realizzati sul turismo enogastronomico. In totale saranno 18-20 gior­nalisti". Nomi di grande rilevanza non ve ne sono, ma tant’ è. Quanto al terzo visit tour, la cui data è ancora da stabilire; riguarderà il Gargano nord, a partire da Vieste, in concomi­tanza di un evento da indi­viduare.

Parco scenico
L’altra, grande operazione messa in campo negli ultimi mesi è Parcoscenico, che si è concluso sabato scorso. Si tratta del cartellone di atti­vità, visite guidate e concerti organizzati sul territorio del­l’area protetta dal Parco Na­zionale del Gargano, nell’am­bito di Puglia GreenHour. Dal Gargano al Salento, quattro tra Parchi Nazionali, Riserve Naturali e Aree Marine Pro­tette sono diventate il palco­scenico di spettacoli dal vivo, rassegne artistiche e labora­tori esperienziali in un’ inedi­ta veste ecosostenibile. Il progetto del Teatro Pubbli­co Pugliese è stato finanziato con ben 600mila euro di fon­di FESR dalla Regione. Nei mesi scorsi l’Ente Parco aveva partecipato all’avviso pubblico regionale riservato a Parchi e soggetti gestori di riserve naturali ed aree protette. Ignota la cifra destinata all’Ente Parco. Il via c’è stato a Manfredonia il 21 giugno, in Piazza del Po­polo con lo spettacolo "Sto­rie", con Vito Signorile, Davi­de Ceddia, e Roberto Baratto" attraverso il quale vengono rappresentante storie e rac­conti della tradizione orale barese e del nuovo immaginario popolare. A seguire, la musica folk del Gargano con i "Traditional Sound System", una forma­zione di giovani musicisti del Liceo Scientifico di Carpino. Mentre per la seconda tappa Parco scenico sì è spostato a Monte Sant’Angelo. In piazza de Galganis ad aprire la sera­ta è stata "Mezzotono, picco­la orchestra italiana senza strumenti" con FabioLepore, Daniela Desideri, Gaia Genti­le, Marco Giuliani, Andrea Maurelli.
La serata è proseguita con "Così cantava Napoli" del foggiano . Mario Salvatore.’ L’organizzazione a cura del Parco del Gargano ha con­dotto a scelte che paiono aver privilegiato artisti locali, in un’ottica sicuramente di pro­mozione del territorio del­l’area protetta (come ha di­chiarato di voler fare lo stesso Pecorella), ma al contempo autoreferenziale. Il 17 luglio si è proseguito con "Verso Itaca", performance del barese Rocco Capri Chiu­marolo ed Anna Garofalo, nel porto turistico di Manfredo­nia (location che però nulla ha a che vedere con "la natu­ra da spettacolo", claim di Pu­glia Green Hour); finale a Tre­miti, il 25 luglio, col già visto "Tonino a testa in giù" del fog­giano Michele De Virgilio. L’ultima edizione di Puglia Green Hour era stata nel 2012: c’era bisogno di scomo­dare i fondi comunitari per riascoltare per l’ennesima volta Salvatore e De Virgilio? Paiono davvero lontani i tem­pi in cui la manifestazione venne organizzata (da Le­gambiente – Festambiente-Sud) in tre luoghi unici al mondo e con scelte di valore diverso, totalmente nuove a queste latitudini. Allora vi fu un tema ben defi­nito ("Sacre pietre tra Oriente ed Occidente"): a Mattinata, nel Parco Archeologico di Monte Saraceno, si svolse una memorabile serata a ba­se di danze e musica della Mongolia con Hulan: al San­tuario di San Michele arrivò Giovanni Lindo Ferretti con "Bella Gente d’Appennino"; mentre, sempre a Monte, nella millenaria abbazia di Santa Maria di Pulsano, Moni Ova­dia incantò col suo "Oltre i Confini –Ebrei e Zingari". Con tutto il rispetto per le canzoni napoletane e gli stu­denti carpinesi, Puglia Green Hour si era fatta ricordare per il livello altissimo del passato e la capacità (rara) di offrire al territorio proposte culturali diverse e di ampio respiro.

 

Lucia Piemontese
L’attacco

 

 

 

 

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