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Regione/ Giunta a dieci per Emiliano. Sarà lui a presiedere il consiglio dei manager

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Dopo le nomine di Nunziante, Di Gioia e Santorsola, il governatore dà forma al suo impianto organizzativo: sei dipartimenti e sei agenzie. A queste ultime il compito di portare avanti la strategia innovativa, rendendone conto direttamente al presidente.

 

 La giunta regionale conta ora 10 assessori, il limite massimo consentito dallo Statuto. Ai 7 già nominati, se ne aggiungono altri tre: Antonio Nunziante (Personale e organizzazione, con l’incarico di vicepresidente), Leonardo di Gioia (Agricoltura), Mimmo Santorsola (Ambiente). I primi due sono esponenti della lista «Sindaco di Puglia», il terzo è un vendoliano di «Noi a sinistra».
Tutto secondo le previsioni. Così come aveva annunciato a margine della direzione del Pd, due settimane fa, Michele Emiliano ha aspettato il dibattito in Consiglio regionale sul programma, prima di decidere definitivamente sulla giunta. Secondo una strategia condivisa, tutti i gruppi di maggioranza gli hanno chiesto di integrare la squadra degli assessori. Sicché il governatore non ha potuto che prendere atto e procedere di conseguenza: un modo per dire di essere stato indotto ad allargare la giunta. Le prime dichiarazioni, viceversa, andavano in direzione opposta: tenere la giunta a sette (5 consiglieri più le 2 esterne) in attesa di modificare lo Statuto e avere la possibilità di nominare più esterni, dunque più donne. Il movimento femminile avrebbe preferito che la giunta restasse a sette per pungolare il Consiglio a riformare lo Statuto.
Il dibattito non ha lasciato spazio a tale ipotesi. Il capogruppo di FI, Andrea Caroppo, ha sbarrato la strada: «La riforma statutaria non è una priorità e il tetto agli assessori esterni, per ragioni di costo, è stata una nostra battaglia nella scorsa legislatura». Caroppo, piuttosto, ha invitato ad andare al dunque sulle emergenze. E così anche Ignazio Zullo (Fitto) e Giannicola De Leonardis (Popolari). Dai 5 Stelle, è arrivata la mano tesa di Mario Conca, secondo lo stile pragmatico che li contraddistingue. I grillini sono e restano all’opposizione. «Tuttavia – dice Conca – se a Emiliano mancherà il terreno sotto i piedi per appetiti particolari, venga in Aula con provvedimenti intelligenti a favore dei pugliesi: i nostri 8 voti ci saranno». Emiliano l’ha considerata un’apertura di credito e così pure ha giudicato l’opposizione non barricadera degli altri gruppi. A tutti ha ribadito la promessa di rendere centrale l’attività dell’Aula. «Non sono – dice Emiliano – quello che risolve i problemi da solo». Poi, replicando all’opposizione, ha annunciato l’intervento su diversi temi: chiarimenti sull’attività delle Sanità service, a cominciare da quella di Foggia; rafforzamento dell’esperienza dei «cantieri di cittadinanza» per sorreggere il reddito di cittadinanza; sostegno alle famiglie «a condizione che non si spacchi il capello su cosa sia la famiglia»; assunzioni «solo per concorso» e chi ne ha vinto uno sarà preferito ai precari storici; riordino dei pagamenti per i consorzi di bonifica. Il Consiglio ha approvato anche la variazione al Bilancio: stanziati altri 8,5 milioni per i consorzi di bonifica e 5,5 per l’Arif. Via libera ad una mozione dei 5 stelle: chiede alla giunta di impugnare la legge sulla scuola, ma si farà solo dopo gli approfondimenti dell’avvocatura regionale.
La giunta, infine, ha approvato l’atto di riorganizzazione degli uffici. Come avevamo annunciato, il progetto prevede la costituzione di sei Dipartimenti al posto delle attuali 8 Aree: Finanze e personale; Mobilità e territorio; Patrimonio culturale; Salute; Sviluppo economico e istruzione ; Agricoltura. Ogni Dipartimento sarà guidato da un direttore (analogamente a quanto avviene oggi per le Aree) e sarà affiancato da un’agenzia strategica. Al Dipartimento andrà la gestione, alla corrispondente Agenzia il compito di elaborare le strategie. Il modello è definito «ambidestro» proprio perché su un lato penderà l’azione amministrativa, sull’altro la strategia innovativa. Ossia il vero cervello, nella convinzione di Emiliano. Il quale diventerà l’elemento centrale su cui tutto sarà imperniato. Le agenzie risponderanno direttamente al governatore, il quale presiederà il «management board», ossia il Consiglio con tutti i manager delle agenzie. Per arrivare a questa fase, sarà necessario commissariare le attuali agenzie.


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