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Vieste/ Rientra lo spettro del dissesto via libera della Corte dei Conti

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I Magistrati contabili hanno accolto le controindicazioni presentate dall’Amministrazione viestana. Ma al Comune è stato chiesto di recuperare l’evasione tributaria.

 

 La Corte dei conti dice "no" al’ dissesto finanziario per il Comune di Vieste e . dichiara estinta la procedura di accertamento. Nessun tracollo economico, dunque, per la cittadina garganica, né aumento massimo di tasse e imposte o gestione commissariale. Le con­trodeduzioni presentate dal Comune ad una precedente pronuncia dei giudici contabili, che avevano adombrato la possibilità del dissesto, allarmando un po’ tutti, sono state ritenute, dalla Corte dei conti, idonee a rimettere a posto i conti pubblici e a risanare il bilancio. Per cui, dopo una minuziosa disamina delle proposte avanzate dall’ Amministrazione comunale, unitamente ai rimedi da apportare in sede di rie­quilibrio e liquidità di cassa, i magistrati con­tabili della sezione pugliese della Corte dei con­ti (relatore, Luca Fazio, presidente, Agostino Chiappiniello) hanno accertato «l’insussisten­za delle condizioni di dissesto finanziario» e dichiarato «l’estinzione della procedura di cui all’art. 6, comma 2, del decreto legislativo 149/2011». Naturalmente, la pronuncia dei giudici non chiude il periodo di austerità cui è soggetto il Comune di Vieste (come tantissimi altri). Difatti, la Corte dei conti «invita l’ ente alla politica di massimo rigore finanziario sul lato della gestione della spesa pubblica, limitando gli impegni alle esigenze strettamente indispensabili all’esercizio delle funzioni fondamentali, ad una più incisiva lotta all’evasione tributaria da accertamento e da riscossione, e a tenere sotto lo stretto controllo la dinamica del contenzioso che costituisce uno dei più seri fattori di po­tenziale squilibrio dei conti del Comune». Soddisfazione per l’esito della vicenda, che ha occupato il dibattito politico delle ultime settimane, è stata espressa dall’assessore al Bi­lancio, Nicola Rosiello, che con i funzionari di settore ha seguito passo passo l’evolversi della situazione e mettendo a punto il piano poi ap­provato dalla Corte dei conti. «Non possiamo che essere felici per la città – ha commentato Rosiello – che vede allontanarsi dal proprio cielo azzurro un nube scura che avrebbe potuto compromettere il buon andamento ammini­strativo. Per la verità, eravamo fiduciosi della positiva soluzione di questa, vicenda, anche perché convinti della bontà delle azioni da noi intraprese e del rispetto dei conti. Dispiace per quella parte dell’opposizione che aveva preannunciato catastrofi e sciagure per i cittadini di Vieste, quasi gioendo per un possibile dissesto finanziario. So che la loro delusione è tanta, come tanta, invece, è la nostra gratificazione per il buon lavoro svolto, che però non ci esime dal porre in essere tutte quelle iniziative di contrasto al fenomeno dell’evasione tributaria che, in certi settori, appare insopportabile e che costituirà ancor più il nostro impegno per un fisco equo e giusto». In effetti, al di là dei mancati trasferimenti dello Sta­to, la situazione debitoria del Comune di Vieste s’è venuta a determinare proprio a cau­sa dei mancati introiti (per via, anche, di innumerevoli ricorsi) derivati dalle imposte comunali specie nel settore turistico.

Gianni Sollitto

 

 

 

 

 

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