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Gino Lisa aeroporto nazionale addio l’Enac lo affida alla Regione

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Il Governo lo esclude dai 38 scali strategici, saltata anche l’ipotesi di un ripescaggio. Ma sua bocciatura può essere una ripartenza.

 

 Il Gino Lisa di Foggia esce di scena, retrocesso a scalo d’interesse regionale, come previsto. Sarà adesso la Regione a prendere in consegna lo scalo, a cominciare dalla torre di controllo dalla quale dovrebbero scendere i controllori di volo dell’Enav. Si potrebbe aprire un processo lungo e pieno d’incognite, innanzitutto perché il percorso è tutto da immaginare. L’evento è di portata storica: l’ente nazionale degli aeroporti cede gli aeroporti non più di suo interesse strategico. Per il Gino Lisa, costruito negli anni ’70 dalla Camera di commercio, è il primo vero declassamento della sua storia. Anche se il destino di un aeroporto senza voli da quattro anni non poteva essere diverso. Paga lo stesso pegno anche Forlì, unici due scali “retrocessi” perché senza attività. Si apre una fase nuova per lo scalo, con il progetto di allungamento della pista sempre in piedi ( la Gazzetta ufficiale ha pubblicato il decreto di approvazione della Valutazione ambientale) e con un nuovo governo regionale che sul Gino Lisa potrebbe tenere una linea meno intransigente. La questione legata al finanziamento di 14 milioni non è stata però ancora sbloccata: l’Unione europea, come ha dichiarato l’assessore Giannini ha annunciato che invierà una lettera in cui si chiariranno le modalità dell’erogazione del contributo pubblico e se questo rientra sotto la tagliola degli “aiuti di Stato”, meno 25% di fondi.


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