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Sannicandro/ “Le campane di vetro, baluardi della fede domestica”

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Una rassegna in cui esporre la più autentica e rara manifestazione della fede popolare, che nei secoli scorsi ha ornato le case dei ceti più diversi e di cui si conservano ancora molte testimonianze. E’ questo il senso della prima mostra di campane di vetro che si terrà a San Nicandro Garganico dal 10 al 14 agosto (orario 19 – 22), grazie ad una iniziativa dell’Arciconfraternita del Santissimo Rosario, con la collaborazione della Chiesa Madre e Parrocchia di S. Maria del Borgo e il patrocinio del Comune di San Nicandro Garganico.
Più di sessanta pezzi, raccolti nelle case dei sannicandresi, di un’epoca che spazia dal Settecento alla seconda metà dell’Ottocento, per una varietà di soggetti unica, tra madonne, santi e fiori in carta, cera e tulle. Il tutto nella bellissima cornice della chiesa di S. Giovanni Battista, un vero e proprio gioiellino, che dopo il restauro di oltre dieci anni fa e l’opera quasi mecenatistica della congrega del Rosario, è una delle più belle testimonianze della piccola arte liturgica e devozionale di fine Ottocento, nonché lo scrigno geloso di uno dei pochi organi a canne settecenteschi della Puglia ancora perfettamente funzionanti.
Le campane di vetro, sono oggetti ricchi di fascino, che aprono spiragli nei campi di ricerca: nella storia dell’arte popolare, nelle espressioni del sentimento religioso delle masse, nella stessa storia dei luoghi, per la capacità di fornire elementi di ricostruzione della vita quotidiana di un passato non remoto. Esse regalavano – specialmente ai fanciulli – momenti di strana magia e di sogni esaltanti nel guardare, chiusi dentro queste cupole di vetro, troneggianti sui comò, personaggi ignoti o addirittura misteriosi che facevano galoppare la fantasia.
Una miriade di stili e di ornamenti, che quando non manifestavano le differenze sociali dei detentori, esprimevano l’intensità della devozione, intrecciata con la storia di famiglia a tal punto che queste vere e proprie opere d’arte si tramandavano di generazioni, più spesso di madre in figlia, come cimeli, reliquie, attestanti a volte anche un ruolo sociale.
La prima edizione ha inteso raccogliere le opere più prossime e facilmente reperibili. La ricerca continuerà per accrescere e caratterizzare, per quanto possibile, un eventuale appuntamento futuro.


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