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Tremiti/ Mareggiata a S. Domino distrutte banchine

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Il sindaco fentini ha chiesto aiuto alla Regione per risolvere definitivamente il problema.

 

Una bur­rasca ha imperversato la not­te della Befana presso l’ar­cipelago diomedeo provocando notevoli danni alle strut­ture dell’isola di San Domi­no. Barca affondata e, attrez­zature inghiottite dalle acque che hanno invaso la darsena ed il molo: della più estesa delle isole dell’arcipelago tremitese. Una mareggiata eccezionale ha praticamente reso inservibile la bar­riera frangiflutti che si staglia tra l’isola di San Domino e l’isolotto del Cretaccio (qualla sulla sinistra sew si stà sul molo di S. Domino e si guarda a S. Nicola) e che è stata realizzata una trentina di anni fa a protezione della isola – appunto S. Domino – più estesa e densamente popolata delle cinque (oltre a S. Nicola ci sono le altre tre, Capraia, pianosa, e Cretaccio, queste ultime disabitate) che costituiscono il rinomato arcipelago diomedeo. Il sindaco Antonio Fentini fa la conta dei danni dopo il piccolo disastro causato dai marosi e lancia – nel con­tempo- un appello alla Re­gione Puglia, sollecitata ad intervenire per finanziare le opere tese al ripristino del sistema di sicurezza -fatto in primis da scogliere – venuto meno dopo la furia dei marosi – della notte del 6 gennaio scor­so. «La scogliera è inesistente, una barca è stata affondata, le panchine nuove appena in­stallate, sradicate e spostate contro il muro dalla furia del mare, sparite anche diverse attrezzature, insomma un di­sastro», ricostruisce il sin­daco Àntonio Fentini. Il quale poi rivela di aver già allertato la Regione Pu­glia: «Mi sono già rivolto all’assessore ai la­vori Pubblici Gio­vanni Giannini, a quello del Bilan­cio Raffaele Pie­montese e allo stesso presidente del governo regio­nale, Michele Emiliano. Noi da tre anni attendia­mo risposte su un progetto già pre­sentato a Bari che prevede l’allarga­mento, l’innalza­mento e soprattut­to l’allungamento della scogliera di protezione resa in­servibile dalla fu­ria dei marosi di tre giorni fa». «Andrebbe subito finanzia­to quel progetto – auspica, il sindaco Fentini – per elimi­nare del tutto la situazione di pericolo che si viene a creare ogni qualvolta il mare si sca­tena e che una decina di anni fa provocò finanche la morte di una ragazza». Nonostante le mareggiate per fortuna le Tremiti i col­legamenti sono comunque ga­rantiti dal volo in elicottero, due volte al giorno, con Fog­gia.

Francesco Trotta


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