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Verso le elezioni/ Noi con Salvini Vieste: “Confusione in chi si propone futuro amministratore”

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Riceviamo e pubblichiamo.

 

 Diceva Einstein che una cosa è impossibile da realizzare fino a quando arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa. A tal proposito parliamo dell’invenzione delle liste civiche.

Le liste civiche si identificano come organizzazioni che rappresentano la società cosidetta" civica"e si dichiarano scollegate dalle logiche partitiche.
Ma in effetti vi sono vari tipi di rapporto tra liste civiche e partiti. Tra i più significativi ci sono la lista civica in posizione antipartitica, la lista civica derivata da camuffamento di partiti, la lista civica autonoma dal partito ma in coalizione insieme ad una determinata area partitica e la lista civica basata su un "ISSUE". La prima mostra una comunicazione e strategia politica tendente a sottolineare la distinzione tra fra la lista e la classe politica. Fondano il proprio programma politico sulla cosidetta " antipolitica". Un esempio tipico è il Movimento Cinque Stelle.

La seconda, rappresenta una particolare strategia politica di un determinato partito che, per varie ragioni,
come ad esempio la difficoltà di affermarsi in uno specifico territorio,
o per attirare segmenti di elettorato di altri partiti affini,
costituisce liste di simpatizzanti che rappresentano la societa civile.

La terza, quella autonoma, rappresenta liste civiche politicizzate che scelgono di inserirsi in un contesto di coalizione con
il sistema partitico, identificandosi con valori riconducibili ad un area politica ben precisa.

La quarta, e focalizziamo l’attenzione su questa, è la lista civica basata su un "ISSUE". In questa categoria si identificano tutte quelle liste civiche che si basano su un ISSUE (argomento) fondamentale che tiene insieme individui con visioni politiche e culturali diverse fra loro, ad esempio le liste civiche formate da partiti di ideologie diverse, oppure le liste civiche che nascono da comitati di quartiere o da associazioni .
 Come tutte le liste civiche, producono, in rapporto al panorama politico, due effetti distinguibili in periodi diversi della vita politica locale: in primo luogo durante il momento elettorale e in secondo luogo nel periodo post
elettorale. Il primo momento, cioè quello della campagna elettorale, intercetta voti di diverse aree politiche con un potenziale elettorale definito anche in rapporto alla composizione sociale della lista stessa.
Risulta difficile immaginare a priori il risultato di una lista basata su un ISSUE, è un incognita difficilmente prevedibile.
Il secondo momento, quello post elettorale, ipotizzando che tale lista abbia acquistato la rappresentanza politica, è il più importante e decisivo per la buona amministrazione di un paese.
Innanzitutto e a titolo di esempio immaginiamo una lista civica di "imprenditori ".
Saranno questi i veri portatori di interessi della gente comune?
Quando una categoria si mette in quella dimensione, tradisce in realtà il suo scopo principe, perchè il cuore principale della categoria è sempre l’interesse della propria azienda.
Quindi sarebbe necessario un forte impegno affinchè all’interno della categoria stessa, cominci a prevalere la tutela dei bisogni del cittadino comune e che spesso sono molto distanti da quelli di un azienda.
Non sempre o quasi mai gli interessi di una categoria, si identificano in quelli della collettività, anche se all’apparenza
possono sembrare comuni.
In un semplice ma significativo esempio, si potrebbero citare (volendo anche facendo i nomi) tutti coloro che hanno fatto opposizione, con procedimendo amministrativo, al pagamento dell’ICI e della TARSU (tassa sui rifiuti). Ebbene da ciò che si evince nelle circa 8000 delibere esposte all’albo pretorio, dal 2000 ai giorni nostri, sono stati presentati diversi ricorsi da parte degli imprenditori per chiedere la riduzione o addirittura l’abolizione del pagamento delle sopracitate tasse.
Dovendo in ogni caso il Comune rispettare gli impegni di pagamento per la gestione dei rifiuti, alle società che se ne occupano, come trasporti, prezzo di deposito, discariche  ecc, e necessitando improrogabilmente di tale somme messe in bilancio, avrà, suppongo, ripartito le somme non riscosse sulle medesime tasse dei comuni cittadini.
Questo piccolo ma significativo esempio, potrebbe essere esteso in una miriade di casi che dimostrerebbero la divergenza degli interessi di una categoria con quelli del popolo
comune, rinforzando l’idea che l’interesse imprenditoriale è solamente l’interesse della propria azienda, come è dimostrato dai fatti e prevale su quello del cittadino comune.

Noi con Salvini. Vieste
C.re
Oscar Carrara


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