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Addio Ettore Scola / Ettore, Carlo e quella Vieste in smoking

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Se n’è andato Ettore Scola, se ne andò Carlo Nobile 8 anni fa. Due anime gemelle nell’animare una delle pagine più belle e affascinanti della storia recente di Vieste: quella degli anni del Viestefilmfest (1995-2006). Anni nei quali a questa città capitava di indossare lo smoking per accompagnare tra le viuzze del Borgo Antico questo nume tutelare del cinema e della cultura italiana, (…) – Nella foto la vignetta che Ettore Scola disegnò e regalò al Viestefilmfest allora Viestalia cinemostra.

 

(…)in occasioni grandi e piccole, comprese quelle quando calibri di quel mondo della statura di Alberto Sordi, Gina Lollobrigida, Giancarlo Giannini ne calpestarono i suoli con i favori del grande Ettore, materializzati dall’eccellentissimo savoir faire di Antonio Falduto direttore dei fasti indimenticabili del Viestefilmfest. 
Era tutto sigaro, brillantina e barba hemingweyiana, in quel suo fascino inimitabile di testimone irrinunciabile dell’Italia che va dal Dopoguerra fino ai giorni nostri, scolpita in una filmografia fiume che ci abbagliò di Sophia Loren, di Marcello Mastroianni e di tanti altri monumenti del cinema che sfilarono davanti alla sua macchina da presa.
Si innamorò di Vieste, se ne innamorò perdutamente. Quando si sedeva nelle serate di Filmfest a Piazzetta Petrone si sentiva come un innamorato su una gondola a Venezia. Quella cornice, e soprattutto quella piazzetta intarsiata nel bellissimo costone della Vieste antica lo rapirono talmente tanto da proporla come irrinunciabile location per un festival del cinema tutto made in Vieste, che si celebrasse nella magica atmosfera delle sere d’estate, sullo sfondo del tremolar di quel dinanzi mare argentato di luna piena. 
Era lui che voleva il grande schermo in quello speciale angolo di mondo, lo voleva senza poltrone vellutate per gli attori e i registi ospiti: tutti –attori e pubblico- seduti sui magici scalini. E infatti, proprio in sintonìa con questo suo intimo desiderio, Carlo lo lasciò intatto così come piaceva ad Ettore e non ne annacquò mai quello spirito ispiratore.
In attesa del calar della sera, l’amicizia eletta per incontri, passeggiate, bagni di viestanità fu quella più unica che rara con Carlo Nobile, con cui instaurò un “affinità elettiva” di goethiano conìo e che regalò a Vieste il titolo di testa “con la partecipazione straordinaria di Ettore Scola”.
Decine gli aneddoti e le istantanee immortalate da foto, strette di mano tra la gente, nei negozi, seduti al bar o lungo il Corso Battisti da Carlo Gentile, tra le sue inimitabili sculture in pietra, o da Michele Circiello tra i suoi splendidi mosaici, o da commara Michelina tra i tavoli ed i fornelli del Ristorante San Michele a inebriarsi di "acqua pazza".
Carlo poi ne trafiggeva il palato regalandogli sapori e odori delle nostre botteghe. Memorabile fu una sosta all’Ortofrutta di Michele Troia nel quale dopo che Michel Muslin gliene descrisse con grande maestrìa la produzione “si sposò per mai più divorziare” con i nostri pomodori secchi sottolio ed altre specialità, facendosene incetta nel portabagagliaio ogni volta che partiva da Vieste.
Successe anche che intrattenendosi con il nostro direttore Ninì delli Santi gli benedì la sua intuizione di organizzare, anzi di suggerire subito a Carlo Nobile, la riedizione dello sbarco di Dragut Rais a Marina Piccola, poiché poteva rappresentare una manifestazione di grandissimo pregio per la città, ed anche perché intendendosi di scenografie, ne capi immediatamente la suggestione.
 
 
Ecco spiegato il perché e il percome Ettore Scola diventò cittadino viestano, tanto da solennizzarne il legame con una delibera di Consiglio comunale, consegnatagli rilegata con orgoglio da un emozionatissimo Sindaco Mimì Spina Diana in una indimenticabile serata, con la Piazzetta gremita di pubblico in ogni angolo e gradino.
Quelli di Ettore Scola a Vieste furono anni indimenticabili di cui lui –come scrisse a Carlo Nobile- ne conserva integro il ricordo. Figuriamoci noi, che mai li  e Lo dimenticheremo.
Che riposi in pace.
Ad perpetuam rei memoriam
Carmine Azzarone Karazz


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