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Addio Ettore Scola/ quei pensieri post mortem dedicati a Carlo Nobile

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“…conservo integro il ricordo dell’incanto di un luogo e della speciale qualità di un uomo, Carlo”.
Di seguito il testo della lettera dedicata a Carlo Nobile e indirizzata alla famiglia nei giorni della sua dolorosa scomparsa, poi resa pubblica nel catalogo artistico “Carlo Nobile, uomo, artista, politico” dedicato ai suoi dipinti in mostra a Foggia nel febbraio del 2010.
 
 
Ci sono alcuni luoghi che restano indissolubilmente legati nel ricordo a una persona che vi abbiamo conosciuto e che ci ha particolarmente colpito. Vieste e Carlo Nobile compongono per me lo stesso paesaggio: il mare, le antiche stradine, la grande piazza con il caffè d’angolo dove Carlo mi portava per raccontarmi, schivo e discreto i suoi progetti di organizzazione culturale, per leggermi –dopo molte reticenze- le sue poesie, per assaporare il gusto di perdere tempo, che avevamo in comune. E poi nel suo studio, lì accanto, a scoprire i suoi dipinti ammucchiati per terra, mai appesi alle pareti; erano olii di luminosa bellezza e acquerelli di raffinate atmosfere, che evocavano suggestioni di maestri come Chagall, Attardi, Sughi.
 
E poi ancora in giro con lui nelle botteghe di artigiani, scultori e intagliatori, concittadini dei quali andava fiero. E la sera in piazzetta, a vedere insieme i film proiettati sullo schermo con vista mare e con il pubblico seduto sui gradini, nei balconi, alle finestre. Dopo, non sono tornato più a Vieste: conservo integro il ricordo dell’incanto di un luogo e della speciale qualità di un uomo, Carlo.
Ettore Scola a Carlo Nobile


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