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Vico/ Da borgo più sporco a borgo più tartassato d’Italia

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Riceviamo e pubblichiamo.

 

 Dopo anni di tolleranza e rinvii inascoltati la Regione Puglia ha deciso di applicare finalmente un rigoroso regime tariffario per il conferimento in discarica dei rifiuti, premiando i comuni virtuosi e ricicloni che hanno raggiunto e centrato gli obiettivi, intorno e oltre il 65% di raccolta differenziata, e penalizzando quei comuni che, non solo sono lontani dagli obiettivi della legge ma, hanno persino, furbescamente e dolosamente, nascosto, evasi, ritardati la trasmissione dei dati per il monitoraggio della produzione e conferimento della monnezza.
La norma che in Puglia regola il conferimento in discarica, della monnezza prodotta dai comuni, è molto chiara, alla portata di qualsiasi cittadino:…i comuni devono differenziare la monnezza sino al raggiungimento del 65%. Per questi comuni è previsto una premialità che consente di migliorare il volto e l’igiene dei paesi, ed inoltre godono di una tassazione favorevole pari al 5% per tonnellata conferita.
Al contrario, per quei comuni che non raggiungeranno la percentuale di differenziata, che sono lontani dagli obiettivi, che presentano risultati risibili e insoddisfacenti, verrà applicata l’aliquota più alta pari a 25,82 euro a tonnellata. Vico del Gargano, il cui grafico di conferimento è fermo al mese di agosto dell’anno scorso, secondo il servizio monitoraggio di Regione Puglia ha chiuso il 2015 con un risibile e lontano 18,6% di raccolta differenziata e si vedrà applicata l’aliquota più alta di 25,82 euro a tonnellata che uscirà dalle tasche di ignari cittadini e dalle economie di famiglia. Il Consiglio comunale del paese delle Feste, della Farina e dei Funerali, i partiti, i tesserati e militanti, i galoppini di ogni colore e categoria, apriranno un serio e profondo dibattito per prendere atto del totale e costoso fallimento amministrativo e della gestione di un assessorato inutile, ma attento e puntuale su argomenti più sostanziosi.
Ma le sorprese del borgo vichese non finiscono qui per il 2016.
All’asfittico settore del turismo viene regalata una nuova tassa, quella di soggiorno che, fra le proteste degli operatori e degli ospiti, per le condizioni igieniche dei luoghi, per la monnezza arredo urbano, per i qualificati attrattori culturali a base di ricche arrostite di carne di porco e salsiccia, per gli odori sparsi nell’aria, per una caotica circolazione e traffico urbano, per i parcheggi introvabili, per gli arenili discarica, contribuiranno sicuramente al successo della prossima stagione.
Per giustificare questa nuova tassa l’atto amministrativo è stato infarcito da una montagna di sciocchezze a buon mercato:” Atteso che il Comune di Vico del Gargano, a seguito della riduzione sempre più consistente dei trasferimenti nonché per l’inasprimento del patto di stabilità interno, si trova nella necessità di applicare la richiamata imposta di soggiorno per consentire di finanziare gli interventi previsti nel bilancio di previsione del Comune, per l’accoglienza, la promozione, l’intrattenimento e la valorizzazione turistica del paese, la manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali, nonché per i servizi pubblici locali, ciò anche al fine di far fruire al meglio il paese, le sue risorse e bellezze ambientali, artistiche e culturali, che costituiscono uno degli elementi caratterizzanti il turismo vichese.” Fin qui siamo ancora nella fase plateau dell’eccitamento mentale. L’orgasmo si raggiunge nelle poche righe che seguono:” Considerato che, pertanto, corrisponda ad un’esigenza del paese e della sua economia, e ad un più vasto e generale interesse, acquisire risorse per continuare a valorizzare il patrimonio storico e ambientale, nonché mantenere i servizi erogati, ricorrendo alla facoltà di applicare l’imposta di soggiorno a Vico del Gargano.”
La stessa tassa varata al comune di Manfredonia, e con argomenti più seri e credibili, è stata cortesemente e decisamente rispedita al mittente sindaco dall’intera categoria degli Operatori turistici del luogo, da Federalberghi, dalla Confcommercio, dalla Camera di Commercio.
I nostri, Operatori turistici, per il momento tacciono, forse non sapendo che la nuova tassa “corrisponda ad una esigenza del paese e della sua economia”, e sperando nelle inesistenti verifiche e monitoraggio delle presenze che lasceranno al buon cuore degli operatori il come e quanto castrarsi.
Di fronte a tanto amorevole, qualificato e lungimirante lavorio, si capisce il perchè gli Amministratori della pentammucchiata vichese hanno ritirato per “approfondire” l’invito della Camera di Commercio di Foggia e del suo Presidente, Fabio Porreca, di aderire al Distretto Turistico del Gargano, secondo il principio:” a noi ci bastano le processioni…”
Vista la scarsa autorevolezza dell’ Ente camerale di Foggia, sarebbe opportuno ritornare ai fasti dell’autorevolissima, efficientissima, concretissima Promodaunia.

Michele Angelicchio

 

 

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