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Vico/ Al Comprensivo Manicone-Fiorentino Il GIORNO DELLA MEMORIA

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Nella sua radice etimologica più profonda, la parola Storia significa “ispezione, indagine ai fini della conoscenza”, ma anche possibilità di dare un giudizio in una contesa, attribuendo il giusto peso alle ragioni dei contendenti.

Pertanto, nei percorsi di conoscenza storica, ma anche letteraria (infatti la Storia è
determinata da storie), la Scuola si impegna a insegnare la Memoria, riportando in primo
piano grandi eventi del passato con obiettivi puramente pedagogici, di analisi e sincresi dei
fatti, affinché le ignominiose negazioni dell’Umanità possano non ripetersi ancora, senza
ritenere ciò una considerazione esclusivamente dialettica.
Scrisse Primo Levi:” L’Olocausto è una pagina del libro dell’Umanità da cui non dovremmo
mai togliere il segnalibro della Memoria”.
Alunni e insegnanti dell’Istituto Comprensivo Manicone-Fiorentino, con sensibilità e
attenzione sempre crescente, ogni anno si impegnano a riaprire il grande libro della Storia
proprio dove è collocato quel segnalibro di cui parlava Levi, per ricordare a se stessi e
trasmettere a tutti un messaggio di Pace e Speranza, in un panorama mondiale di tensioni e
ripetute e profonde irrisioni con promesse di libertà .
I ragazzi della Scuola Secondaria, guidati da un gruppo di docenti e affiancati dall’orchestra
della stessa scuola, ha coinvolto e commosso il pubblico con una commemorazione tenutasi
all’Auditorium Comunale, il 27 gennaio, in occasione del 71° anniversario della Shoah.
Letture appassionate di grandi passi letterari come “L’amico ritrovato” di Fred Uhlman, “Il
diario di Anna Frank”, brevi recitazioni e coreografie, riflessioni e presentazioni
propedeutiche alle svariate esecuzioni di brani strumentali e corali, hanno dato calore a un
tempo breve e intenso, che ha inchiodato ala platea, proprio come Edith Bruck descrive i
sopravvissuti all’ Olocausto, “inchiodati”.
La Memoria del Bene, raccontata dai ragazzi per non isterilire la Memoria del Male,
banalizzando il dolore, ha avuto come soggetto la commemorazione dei giusti tra le nazioni,
anche attraverso il riferimento a sceneggiature e musiche di grandi opere cinematografiche,
quali “Schindler list”, “La vita è bella”, “Un treno per la vita”.
L’evento chiuso e suggellato dal brano”A Klezmer Karnival” ha regalato quasi un senso di
inaspettata esaltazione, generata dalla gioia di aver almeno provato a interiorizzare e
assimilare il grande insegnamento di qualcosa che “ non potendo essere dimenticata, si
cerca di perdonare” (cit. P. Levi).
Parole segnate dalla suggestione che sempre interpella la mente e fa riflettere, pronunciate
con la voce rotta dalla commozione, quelle della dirigente Apruzzese che ha invitato i
ragazzi a orientare il pensiero verso l’ umanità violata, disprezzata e calpestata e che con
tanta banalità e facilità può sembrare, per alcuni, ancora possibile schiacciare.
Violenze e prepotenze esercitate senza pagare le conseguenze, esaltano il peggio dell’essere
umano, prevaricatore arrogante al cospetto di diversità che non sono inferiorità. Ha
concluso, ponendo l’imperativo sull’urgenza del Rispetto per l’essere umano, come azione
continua e trasversale alle varie agenzie sociali.
È per noi adulti, quale testamento più importante e impegno imprescindibile a favore di
questa nostra adorata Gioventù, se non quei comandamenti espressi da una canzone del
1967 e reinterpretata dai ragazzi per l’occasione?
“1. Non tradirli mai, han fede in te.
2. Non li deludere, credono in te.
3. Non farli piangere, vivono in te.
4. Non li abbandonare, ti mancheranno.
5. Quando avrai le mani stanche tutto lascerai.
6. Per le cose belle ti ringrazieranno.
7. Soffriranno per gli errori tuoi…”
Si ricordi la Storia è anche “Giudizio”

Marilena Notarangelo

 

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