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Boom di tumori infarti e diabete la cartella clinica dei pugliesi

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In compenso dal 1908 a oggi i maschi guadagnano circa 9 an­ni di vita.

 

 Guadagniamo qualche anno in speranza di vita, ma ci ammalia­mo più spesso rispetto a venti anni fa. Dalle allergie agli infarti, sono decine le patologie che tra il 1994 e og­gi hanno aumentato la loro incidenza nella popolazione pugliese. In questo senso, il quadro dipinto dall’Ipres, Istituto pugliese di ricerche economiche e sociali, è a tinte fosche, cominciando dalle malattie croniche di natura asma­tica per finire con quelle oncologiche. Lo studio evidenzia una "chiara evo­luzione nel corso del tempo»  delle allergie: “Se In Puglia nel 1994 il tasso di malattia cronica da asma era il più bas­so tra i territori in analisi e riguardava circa diciotto persone su mille indivi­dui, nel 2013 la quota si livella in tutto il Paese e si porta a circa 41 (su 1.000) “, Stesso discorso per le allergie, dove la Puglia fa segnare l’incremento maggiore: in 20 anni il tasso passa da 59 a 102 casi su 1.000 abitanti. Nell’ultimo decennio si nota anche una certa ascesa della mortalità causata da malattie respiratorie. Anche il tasso di diabete segna il maggiore incremento relativo: "Il dif­ferenziale è di ben 20 persone ogni 1.000, passando da 44,1 nel 1994 a 64,6 nel 2013”. Le brutte notizie non finiscono qui, visto che lo studio rileva un’incidenza da infarto del miocardio triplicata nel corso del ventennio 1994-2013, salendo dal 6,9 per mille al 18,3 per mille, anche se va detto che la mortalità per complicanze del sistema circolatorio vede la Puglia in una posizione “virtuosa” rispetto al resto del paese. Segnali molto negativi arrivano anche dalle malattie alle articolazioni: oggi l’indi­catore di persone affette da artrosi e ar­triti per mille individui si è portato a 180, valore massimo sia rispetto al Mezzogiorno (171) che all’Italia (162). Per niente rassicuranti i dati sull’incidenza dei tumori maligni. In caso, nel ventennio 1994-2013 l’inci­denza si è quadruplicata, passando dal 4 16 per mille. Oggi il tasso regionale è perfettamente in linea con quello na­zionale e ha ampiamente superato il contesto meridionale: "Doveroso preci­sare – scrivono gli studiosi dell’Ipres – che tale peggioramento ha avuto una effettiva accelerazione tra il 2005 eil2013». Una delle poche note positive riguar­da la speranza di vita alla nascita, inte­sa come numero di anni che un bambi­no mediamente, al momento della na­scita, si attende di vivere. Dal 1908 a oggi i maschi guadagnano circa 9 an­ni, evidenziando un incremento da 71,7 a 80,2 anni. "Per altro verso – è scritto nello studio – se nel 1980 le bambine allora nate "speravano" in una vita di 76,9 anni, oggi la vita atte­sa per una nata in Puglia è di 84,6 an­ni». Anche in tema di prevenzione (dai vaccini agli esami del colon-retto e alle mammografie) i pugliesi mantengono performance virtuose.

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