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Peschici/ “POESIA x (e di) TUTTI”: CHI È DI SCENA? Erika De Noia

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Wow, ci siamo!

 

 Nell’agorà dei lettori-poeti che andranno a impreziosire, perle pregiate di un selenico collier, la nuova rubrica “Poesia” inaugurata il 3 febbbraio, entra da autentica apripista Erika De Noia, una giovane donna, bella e colta, peschiciana doc, sconfessando così gli antichi Greci che escludevano partecipanti di sesso femminile dai loro consessi – gli agorà, appunto – e dalle numerose relazioni interpersonali che vi si intercorrevano insieme alle numerose decisioni che si prendevano. Il suo prodotto è stato sottoposto all’attenta osservazione del ‘critico’ letterario che, avendo accettato la proposta fattagli in sede di inaugurazione della rubrica, curerà il settore con oggettività e oculatezza.

Ma (parafrasando Manzoni)… chi è “costui”? Lo scoprirete dopo aver gustato “Divino”, inviato dalla nostra prima ospite, anche se la sua firma è già apparsa su questa testata come narratrice. Intanto, approfittiamo dell’occasione per rinnovare agli utenti il nostro ‘appello’: tirate fuori dalle scartoffie accumulate nel tempo le vostre produzioni, non vergognatevene, e inviatecele… Non abbiate timore del giudizio (anzi!): saranno trattate ed esaminate con ogni riguardo, un po’ come in genere si cura un bambino appena nato. Sì, ma… chi lo farà? Con chi i prossimi autori – che ci onoreranno di essere annoverati nel carnet della rubrica, arricchendola – avranno a che fare? Chi il curatore della rubrica che commenterà e ‘valuterà’? Per saperlo e conoscerlo meglio (mai del tutto, però!) basterà scorrerne la sintetica biografia che segue al commento. Buona lettura.

“DIVINO” (Storie di vite dissolute e menti distorte ovvero: pensieri di un ebbro)

“Adesso, proprio adesso mi trovo qui ad un bar
su una sedia costeggiata dal suo tavolino tondo
Giaccio su ferro battuto e mi sento la testa girare
Gira e rigira senza una meta, mi sento isolato dal mondo!
Se non fosse per quella schiera di bottiglie a farmi luce
e il bicchierino tanto fedele che degnamente la serata conduce,
potrei sentirmi peggio più di quanto ora sono.
Fuoco divampa nella mia stazza, nei miei occhi fiamme intere
La cara compagnia finalmente inizia a farsi sentire
O sarà andato a fuoco il posacenere?

Cameriere, mi porti un bicchiere divino, non di vino!
Ecco, bravo! Nero, nero in cui ci si può specchiare
Oh, che Dioniso mi benedica!
Nero, così nero che la tua bellezza vedo riflessa… qui dentro!
Grazie, grazie! Quale miracolo è questo?! Ti sto assaporando,
bevo te! La gola mi sento bruciare, il mio corpo inizia a lacrimare
Sarà veleno? Mi dovrei allarmare?
Oh certo che no! È il tuo carattere pungente!
Già avverto un senso di beatitudine: è la tua anima che sale.
E il mio sguardo un po’ malandato è assopito da un miraggio:
Eccoti donna, in tutto il tuo splendore.

Avanzi nel buio con andante incertezza e costante fermezza
In antiche vie non del tutto malandate,
pietruzzole, legname e mura da soffuse luci colorate.
Cammini dentro bianchi veli rigonfi di carne e vento,
oh Anadiomene, di antichi valori pulsa il tuo intercedere.
Pura d’anima, della malalingua casta,
fedele a banchetti e sagre, di bevande divine sei l’amante.
Unisciti a me, a questo povero uomo che vuole ascoltare il suo cuore!
Fammi felice, tu sola puoi guarirmi… non vedi che sono ubriaco d’amore?
Con chi sto parlando?
Una scintilla di lucidità mi pervade.
È solo un sogno, sei un irraggiungibile sogno.”

IL COMMENTO = Ed eccoci al via! Con la poesia di Erika De Noia, Punto di Stella apre ufficialmente ai propri lettori la sezione “Poesia x (e di) Tutti”. A me, l’onore e l’onere di presentarla, e presentare tutti i poeti che in seguito vorranno collaborare, mettendo da parte ritrosie e timidezza, e tirando fuori dai propri cassetti i testi che sicuramente vi tengono gelosamente custoditi.

Erika, nata nella nostra bella Foggia il 15 luglio 1994, residente ufficialmente a Peschici ma temporaneamente domiciliata a Bologna, presso la cui Università studia da due anni Antropologia, Religioni e Civiltà Orientali dopo aver ottenuto la maturità classica al Liceo “Publio Virgilio Marone” di Vico del Gargano, non pare mirare a divenire una poetessa, desidera semplicemente “conseguire” i propri studi, poiché solo la “cultura permette” agli uomini di raggiungere la libertà , offrendo loro la possibilità di “fare sempre nuove esperienze”.

La prima libertà, probabilmente, è proprio questa: aver composto la poesia che pubblichiamo oggi (sicuramente – ci piace pensare – insieme ad altre che, in futuro, avrà la bontà di farci conoscere). Leggendo il testo, anche non conoscendo le basi dei suoi studi, anche sprovvisti di dati anagrafici, subito si avverte la mano di una giovane donna imbevuta di classicismo. Da cui la tendenza a cercare rime, ma senz’alcun affanno, vicine o distanti (tondo… mondo, luce… conduce, girare… specchiare… lacrimare… allarmare… malandate… colorate) e assonanze (intere… sentire), viaggiando sull’onda di versi sempre fluidi, che paiono correre come freschi ruscelli verso il mare.

Sogna, Erika, sogna l’amore ma ha bisogno della complicità di Dioniso, che la faccia ubriacare perché solo nell’ebbrezza (il ‘vinum’, d’altronde, è ‘veritas’, è franchezza) può fingersi uomo e chiedere ad Anadiomène (la Venere sorta dal mare, la dea dell’amore) di unirsi a lui. Solo che, venuta fuori dal nero dell’ebbrezza, “una scintilla di lucidità” la pervade e le fa prendere coscienza che il suo “è solo sogno… un irraggiungibile sogno”!

IL CURATORE: VINCENZO CAMPOBASSO = Nasce a Cagnano Varano (Fg) il 10 settembre 1938. Perviene alla poesia, dopo lunghissima incubazione, il 1966, mentre frequenta l’università “La Sapienza”, a Roma. Ancora più tardi si affaccerà alla prosa, alla narrativa. Laureatosi in Filosofia e tornato, nel frattempo, a vivere a Foggia, dal 1994 prende a partecipare a diversi concorsi di poesia, a partire da Deliceto. Da allora e per una decina di anni, prima di allontanarsene, ottiene, oltre a numerosi premi minori, alcuni secondi e due primi premi.

Il 1996 scopre lo ‘haiku’ e se ne innamora in modo tale da comporne, fino a oggi, circa duemila. Con gli ‘haiku’ miete subito ragguardevoli risultati, fino ad aggiudicarsi il primo premio due volte al «G. Gronchi» e alla «Primavera Haiku» e una volta all’«Andrea da Pontedera». Il 2001 pubblica con “Blu di Prussia”, Editrice-Piacenza, la sua opera prima, “Traduzioni e sussurri dell’esserci”, antologia di soli ‘haiku’, presentati dal poeta-saggista A. Bonchino da Roma.

Finalista primo escluso al «Lodoletta Pini», il libro (apprezzato oltre che da altri, soprattutto da Giuliano Ladolfi, Alberto Dell’Aquila, Claudio Bedussi, nonché dai conterranei Filippo Fiorentino ed Enzo Lordi, recentemente scomparsi, da Leonarda Crisetti, Marco Laratro, A. Izzi Ruffo, Duilio Paiano, Luciano Nanni) consegue premi speciali a «Il Porticciolo» e al «Borgo Ligure», e un primo premio al «Francesco Bargagna» di Pontedera-2003.

In marzo 2004, sempre con “Blu di Prussia”, vede la luce “Aforisticamente-Haiku”, raccolta di aforismi in metrica nipponica, con prefazione di A. Bonchino e postfazione di Pietro Saggese. Questa seconda opera, molto apprezzata da pubblico e critica (G. Ladolfi, D. Paiano, L. Nanni ed E. Diedo), nonché dal compianto romanziere Giuseppe Cassieri (che nei primi anni ’80 aveva ribattezzato Campobasso ‘Il Rodianino’), e presentata da F. Simonelli (“Poesia 187-2004”), consegue il “Premio Speciale” della giuria all’«Histonium» 2004 (da cui, il 2003, gli era già stato conferito l’«Histonium d’Oro» per la poesia) nonché un terzo premio al «Fauno d’Oro» di Contursi Terme (Sa), in ottobre 2005.

In luglio 2007, ancora con “Blu di Prussia”, viene alla luce “florilegio2007@poesia.it”, antologia di autori vari, cui partecipa con trenta ‘haiku’ e dieci ‘tanka’. In modo del tutto inatteso, da gennaio 2005 comincia a dedicarsi alla narrativa, componendo in circa sei mesi venti racconti brevi dei quali quindici costituiscono il ‘corpus’ dell’opera, dopo essere stati pubblicati, in parte, da “Il Gargano Nuovo”, e ‘in toto’, da ottobre 2011, da “Punto di Stella” (www.puntodistella.it), giornale virtuale dinamico edito a Peschici (Fg).

Si è anche cimentato con la poesia francese (vd “Rafales”), latina (miniliriche non canoniche, delle quali una ha avuto l’onore di essere ospitata sia in un “Bollettino” trimestrale sia in un “Quaderno” annuale della “Formica Nera”), spagnola (“Hechicera”, poemetto inedito) e in vernacolo rodiano, di cui sta componendo un vocabolario che ospiterà in appendice, sempre in dialetto, tre racconti e alcune poesie (già pubblicati da “Il Gargano Nuovo” e “Punto di Stella”).

Ha collaborato, sia come poeta-narratore sia come opinionista, con diversi periodici cartacei: “Il Gargano Nuovo”, “La Mia Città” di San Nicandro Garganico, “Il Convivio” di Catania (facendo parte, per una edizione, della giuria dell’omonimo premio per la sezione francese), sporadicamente con “Il Quotidiano” e “l’Attacco”, di Foggia, e con altri. Collabora tuttora con “Punto di Stella” e, da diversi anni, con “Brontolo”, bimestrale di umorismo, satira e cultura, edito a Salerno. Attualmente vive a San Giovanni Rotondo. (Contatti = e.mail: vincenzo.campobasso@alice.it – fisso: 0882-45.97.97 – mobile: 333.99.77.362)

puntodistella.it

 

 

 

 

 

 

 

 

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