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Vieste/ CHE ANSIA!

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Il viaggio…“nel viaggio” della Mente.

 

  “Battito cardiaco accelerato, sensazione di soffocamento, nodo alla gola,  dolore e/o sensazione di peso al petto, nausea, vertigini, sudorazione, brividi o vampate di calore,  pallore, bocca secca, sensazione di sbandamento, gambe traballanti, tremore, rigidità, torpore,  formicolio, contratture, tensione muscolare, debolezza, sensazione di perdere il controllo, irritabilità, difficoltà di concentrazione,  vuoti di memoria, sonno irrequieto e/o insoddisfacente, paura di morire e/o di impazzire, pensieri anticipatori su eventi negativi che potrebbero accadere, (iniziano solidamente con  “ e se…”) comportamenti di evitamento da situazioni e/o di fuga = CHE ANSIA!                                                                                                                             

La sintomatologia sopra riportata è una mescolanza di sintomi presenti nella maggior parte dei Disturbi D’ansia, illustrati nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5). Facciamo un po’ di chiarezza. Tutti noi sperimentiamo, più o meno, quotidianamente un vissuto ansiogeno e/o di paura  in base alle situazioni che viviamo.  Non confondiamo però un DISTURBO d’ansia con una risposta inquieta e/o di paura. Inizio con il definire la differenza tra Ansia e Paura. La parola ansia deriva dal verbo latino “angere” che vuol dire stringere, soffocare, già la parola stessa ci descrive un po’ la sensazione che si prova. L’ansia si distingue dalla paura poiché quest’ultima è una reazione funzionale nell’affrontare un pericolo immediato e  reale, mentre l’ansia si pone come obiettivo l’affrontare una preoccupazione sulla verificabilità di un evento futuro.

La paura ha un aspetto di “immediatezza”, l’ansia, invece, è caratterizzata dall’atto di “previsione”. Molto spesso consideriamo ansia e paura come sensazioni “cattive” queste invece sono funzionali nella nostra vita, di fatto, hanno un ruolo adattivo. La paura è fondamentale nella risposta di “attacco o fuga”, ci permette di mobilitare tutte le nostre risorse per affrontare la minaccia, una reazione di paura può salvarci la vita! Anche l’ansia ci aiuta a individuare minacce future e a premunirci contro di esse, progettando ipotetici scenari nei quali potremmo essere coinvolti. Quando però l’attivazione del sistema d’ansia è eccessiva, diventando apprensione di un pericolo ed evento negativo futuro accompagnata da sentimenti di disforia o sintomi fisici di tensione ingiustificata o sproporzionata rispetto alle situazioni, siamo di fronte ad un DISTURBO d’ansia (American Psychiatric Association, 1994).

Tale disturbo può ostacolare notevolmente la vita di una persona fino a divenire invalidante.  Gli sviluppi nell’ambito delle neuroscienze, della nosologia, dell’epidemiologia e della psicobiologia hanno permesso, negli ultimi anni, un notevole progresso nella comprensione dei disturbi d’ansia. Nel maggio 2013, l’Associazione Psichiatrica Americana (APA) è giunta, dopo molti anni di ricerca, alla pubblicazione dell’ultima edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5). I disturbi d’ansia differiscono dalla normale paura o ansia evolutive perché sono eccessivi o persistenti (durano tipicamente 6 mesi o più) rispetto allo stadio di sviluppo. Molti disturbi d’ansia si sviluppano in età infantile e tendono a persistere quando non curati. Secondo i criteri del DSM-5, ogni disturbo d’ansia è diagnosticato solo quando i sintomi non sono attribuibili agli effetti fisiologici di una sostanza/farmaco o a un’altra condizione medica, oppure non sono meglio spiegati da un altro disturbo mentale.

I disturbi d’ansia classificati nel DSM-5 sono:

§    Disturbo d’ansia da separazione.
§    Mutismo selettivo.
§    Fobia Specifica.
§    Disturbo d’ansia sociale.
§    Disturbo di panico.
§    Agorafobia.
§    Disturbo d’ansia generalizzato.
§    Disturbo d’ansia da condizione medica.
§    Altro Disturbo d’ansia specifico.

Dalla mia esperienza clinica posso affermare che il comprendere, da parte della persona sofferente, che un disturbo d’ansia richiede un intervento psicologico, per la sua cura e risoluzione, non è sempre di facile accettazione. Perché questo? Giacché l’ansia è percepita con un vissuto soggettivo di reale malessere, esperito contemporaneamente sia sul piano somatico, con un’attivazione neurovegetativa (oggettivamente si prova tachicardia, aumento pressorio, mancanza d’aria ecc. ecc.)   che  sul piano psichico (con un attività mentale connotata da anticipazione, apprensione, preoccupazione), le persone “ansiose” percepiscono maggiormente preoccupante la sintomatologia fisica, motivo per cui il primo passo è, quasi sempre, quello di rivolgersi al medico di famiglia, minimizzando  la componente psicologica. 

Succede anche che alcune persone iniziano a consultare internet, cercando attraverso la lettura di siti, blog, esperienze, di comprenderne il malessere, risultato? L’ansia accresce! Altre persone, invece, percependo l’attività cardiaca accelerata si rivolgono dal cardiologo. Dopo le analisi e i controlli di routine, che escludono qualsiasi diagnosi fisica, il medico accerta: è un disturbo d’ansia!  La maggior parte dei pazienti si aspetta una cura veloce, risolutiva, questa ricade molto spesso con la richiesta di prescrizione di medicinali, generalmente ansiolitici (benzodiazepine). S’inizia la cura…trascorrono i giorni, le settimane, può succedere che il problema si risolve, altre volte si sta un pochino meglio, altre volte la situazione rimane invariata, altre si amplifica. 

Dopo numerosi “turn over” dal medico di famiglia s’inizia a valutare in maniera differente il disagio con l’invio a uno specialista,  Psichiatra- Neuropsichiatra (se si desidera una cura farmacologica più specifica)  oppure con l’invio a uno Psicoterapeuta. Perché il farmaco non è sempre risolutivo? Perché questo si limita ad avere un effetto come di  un cerotto e/o un ammortizzatore, contro queste “sfide emotive”,  agisce solo a livello fisiologico,  come se “assopisse il problema”, cercando di ridurre un po’ il sintomo, ma, non agisce sulla causa e origine della difficoltà e sui fattori di mantenimento.  Se siamo fortunati, mentre assumiamo il farmaco, i problemi che hanno originato i sintomi si risolveranno da sé, ma, ricordatevi sempre: un problema psicologico vuole “rimedi psicologici”!.

Mi sembra necessario sottolineare  che la pratica “fai da te”, sul tipo di farmaco e/o dosaggio da assumere, è sconsigliato,  erroneo è  credere che un farmaco che è stato efficace per un’amica/parente o letto su internet sia risolutivo per voi, potrebbero presentarsi effetti collaterali, quindi rivolgetevi sempre al medico. Dopo aver escluso con il medico di famiglia che i sintomi “ansiosi” non sono attribuibili agli effetti fisiologici di una sostanza/farmaco o a un’altra condizione medica, è opportuno prendere contatto con uno Psicologo/Psicoterapeuta. Altra ansia! Quale Psicoterapia scegliere? La Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale (CBT- Cognitive Behavioural Therapy) è considerata attualmente uno dei trattamenti più attendibili ed efficaci nel trattamento dei disturbi d’ansia e dell’umore (linee guida consultabili A.P.A: http://www.psychiatry.org, http://www.jpsychopathol.it).

La terapia Cognitivo-Comportamentale lavora sia sul pensiero sia sul comportamento. Nel corso della psicoterapia si opera comprendendo i legami che uniscono le cognizioni (pensieri e immagini mentali) alle emozioni e ai comportamenti, creando “circoli viziosi”, questi mantengono la sofferenza “imprigionando”, la persona, all’interno di interpretazioni rigide e poco adatte nell’ affrontare situazioni.  Nel corso della terapia non si fanno “chiacchiere”, come molto spesso si pensa, ma, sono insegnate al paziente delle tecniche, cognitive e comportamentali, che aiutano a riconoscere e a gestire in modo più efficace le emozioni disturbanti e di conseguenza le situazioni. 

Si ha efficacia e beneficio quando vengono trasferite nella vita quotidiana tutte le  strategie e tecniche apprese in seduta.  L’ansia non è una malattia, ma, una “costruzione della mente” per tanto non si  cura l’ansia come si cura una qualsiasi malattia fisica, attraverso un percorso di psicoterapia (CBT) s’impara  a  gestire l’ansia senza psicofarmaci.  Mi piace descrivere ai miei pazienti il percorso di psicoterapia come un viaggio “nel viaggio” della Mente . Questo “viaggio nel viaggio” spaventa sempre un po’ tutti, del resto proviamo sempre un po’ di  paura verso ciò che non conosciamo”. M. Proust  diceva: “il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre ma nell’ aver nuovi occhi”. Mi piace definire questo viaggio “nel viaggio” unico e “speciale”. Non si è soli, accanto si ha sempre la presenza del terapeuta che illustra da buon “Cicerone” tutti i luoghi da quelli prima sconosciuti fino a quelli temuti. Bello sarà, sostare proprio nei luoghi in cui abbiamo sempre avuto paura di avvicinarci, bello sarà conoscere senza “paura la paura”, senza “ansia l’ansia”.

Mi piace definire questo viaggio entusiasmante,  ricco di grandi scoperte. Bello sarà, scoprire che gli occhi non saranno più miopi difronte alle situazioni, prima, temute. Bello sarà, quando ci si renderà conto di non avere con sé “kit da pronto soccorso”, non ci sarà tempo  né per fermarsi  né per “goccine o pilloline”, eppure si avrà la sensazione di essere sempre al sicuro e di avere con sé strumenti utili e funzionali.  Bello sarà, vivere la sensazione di non sentirsi più soli. Bello sarà, lo stupore di non sentirsi più inadeguati, giudicati.  Bello sarà, quando si comprenderà che la sola forza parte da noi. Bello sarà, nel viaggio di ritorno, l’ascoltare non più la solita triste frequenza radio, “radio sventura” (mi piace chiamarla così), ma, una più eccitante “grandi successi”.  

Bello sarà, alla fine del viaggio scoprire che le paure, le ansie non sono state altro che il frutto di una storia che la nostra stessa Mente ci ha raccontato per troppo  tempo.  Bello sarà la grande scoperta finale: “la Mente MENTE!”. Sarà bello il momento in cui rientrati a casa si riaprirà il cassetto  dei ricordi spiacevoli e si sorriderà. Bello sarà scoprirsi più audaci e forti.. Bello sarà voler recuperare il tempo dissipato. Bello sarà il voler vivere la vita con tutte le sue emozioni. Bello sarà, il momento in cui il terapeuta ci saluterà con un abbraccio caloroso e li ci asciugherà, per l’ennesima volta, le lacrime  questa volta di gioia e liberazione. Per il terapeuta, bello sarà, vedere allontanare il suo paziente mano nella mano con la sua “nuova” amica, non più nemica, questa si chiamerà “Signora Ansia”!.  Bello è…bello sarà…una Psicoterapia vissuta come un viaggio! Colgo l’occasione per dire Grazie! Già, sono io a ringraziare chi ogni giorno decide di farmi essere protagonista del loro  viaggio. Grazie a chi si affida al mio itinerario.  Grazie a chi, ogni giorno, arricchisce il mio “passaporto” di emozioni.  

A voi … Grazie!    
           
Bibliografia:
          
 Galeazzi A.,Meazzini P. Mente e Comportamento. Giunti, 2010                                                                         
 Ellis A.  Ansia, come controllarla prima che controlli te. Erikson 2013
 Incerti A., Scarinci A. Assessment disturbi d’ansia. 2012 Erikson
 Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5). Cortina Raffaello   
  Siti internet consultati: www.psicologi-italia.it, www.ansiasintomi.it , www.ansia-italia.it ,  
  www.stateofmind.it  , www.ipsico.it, www.psychiatry.org, www.jpsychopathol.it

“SempliceMENTE Parliamone”
a cura della dott.ssa Silvia Coda
Psicologa/Psicoterapeuta.

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