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Vico/ Croce e Delizia di un marciapiedi

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E’ capitato fra le mani dei tecnici di Vico del Gargano, tutti i tecnici: ingegneri, architetti, geometri, periti, di qualunque colore, estrazione, estradizione, pacchetto di obbligazioni di riferimento, eccetera, un disegnino ben confezionato di un marciapiedi in San Menaio.

 Il tecnico che si è preoccupato di farmelo vedere, mi ha detto che questo disegnino somiglia tanto ad un altro disegnino: quello fatto dalle Ferrovie del Gargano per mostrarci le delizie del “ treno-tram “.
Per carità, tutti sappiamo le cure ricevute dal disastrato quartiere di San Menaio nel corso degi anni.
A parole, e solo a parole, all’avvicinarsi della bella stagione, con una prontezza da fare invidia alla scadenza di una cambiale, arriva un disegnino come arma di distrazione di massa, nella speranza di farsi perdonare e dimenticare gli incubi della mancanza di parcheggi, l’abbondanza della monnezza, lo schifo e il pericolo sanitario degli arenili e della poca e rara spiaggia libera.
A questa scadenza non si è sottratta nemmeno la pentammucchiata facendo struscionare ( non scomodate l’Accademia della Crusca, il termine è chiaro ), a mo’ di sondaggio, il disegnino che mostra come dovrebbe, e potrebbe, essere una tranquilla passeggiata in quella scarrupata casba di San Menaio.
Ma non è questo l’argomento che ci preoccupa. Quello che ci preoccupa è il silenzio dei “ tecnici “ vicaioli di fronte ad un disegnino estradato.
In genere, in ogni comunità che si rispetti, i professionisti, diplomati e laureati, compresi quelli miracolati con copiose coppie di caciocavalli, rappresentano, o dovrebbero rappresentare, quella scienza infusa e diffusa che qualificano, arricchiscono e distinguono una comunità.
Pare che sia così dappertutto, proprio in ogni luogo, tranne che nel paesello delle Feste, Farina e Frescacce.
Il tecnico, che si è preoccupato di mostrarmi il disegnino, ha ammesso candidamente, che la sua categoria è una banda di coglioni piegati, pronti a correre sul primo piatto di lenticchie. Non raddrizzano la schiena nemmeno quanto altri vengono a beccare in casa propria. Croce e Delizia del nostro paese. La dimostrazione? La trovi nella distribuzione degli incarichi che la pentammucchiata, con il contorno del pacchetto di maggioranza e il ristretto cerchio magico degli amici, ha coscenziosamente elargito.
Se così stanno i fatti, e la qualità del disegnino è quella, allora ci conviene tenerci i nostri, senza importare coglioni da fuori.  

Michele Angelicchio

 

 

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