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Trivellazioni/ Angelo Cera: “La vittoria dei Si porterebbe alle dimissioni di Galletti?”

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Forse qualcuno a Roma non comprende che non si possono calare dall’alto decisioni che rischiano di deturpare l’ecosistema di un territorio e un Ministro all’Ambiente che solo a titolo del tutto personale si preoccupa di difendere le lobbies del petrolio piuttosto che difendere le bellezze del nostro Paese come, le coste, il mare, le isole, farebbe bene a rassegnare le dimissioni. Da Roma ci saremmo aspettati un serio piano energetico nazionale non le posizioni assunte dal governo Renzi né le esternazioni del ministro dell’Ambiente che pure alcuni territori ha imparato a conoscerli, verificando quanto sia precario il loro equilibrio paesaggistico-territoriale che rischia di essere messo a dura prova dalle trivellazioni nel mare.

L’ambigua posizione governativa sulle trivelle è figlia di una contrattazione frenetica per mettere in piedi il governo Renzi, dove la casella dell’Ambiente è stata riempita all’ultimo minuto, tenendo conto del manuale Cencelli e promuovendo personaggi di sicura professionalità ma estranei al mondo ambientalista, con i guasti e le inerzie che sono sotto gli occhi di tutti. A Roma ci si limita ad amministrare l’Ambiente non a governarlo attraverso processi condivisi di sviluppo sostenibile.

Per questo mi chiedo se dovessero vincere i SI al referendum del 17 aprile, Galletti rassegnerebbe le dimissioni dall’incarico ministeriale?

L’Udc è a favore del referendum. Siamo stati tra i primi partiti che sul territorio ha avviato una campagna di sensibilizzazione al quesito referendario, lo ricordo al Ministro, al quale sono sfuggite le dichiarazioni e le posizioni espresse dai rappresentanti dell’UDC nei vari consigli regionali promotori del referendum.


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